Mourinho a tutto gas: «Io sono tranquillo, voi no?»

nostro inviato ad Appiano Gentile

L’Inter è talmente in ansia che José per distrarsi ha accettato di ritirare una fiammante X6. L’invito è arrivato dal presidente della Bmw Italia che gliel’ha omaggiata in comodato d’uso fino al termine della stagione. Dopo aver tempestato di sms il cellulare di Wisley Sneijder per convincerlo a scegliere l’Inter, il portoghese ne aveva proprio bisogno: «Se riesce a fare tutti i test e ad allenarsi, può diventare un’opzione già per il derby», ha detto parlando dell’olandese. In realtà José non è apparso così teso come si racconta in giro e lo ha anche spiegato: «Se sono qua a San Donato Milanese a ritirare un’automobile invece di rimanere chiuso ad Appiano Gentile a preoccuparmi del derby guardando dvd dopo dvd, significa che non sono preoccupato oppure che non ho più nulla da preparare. Rombo o tridente? Ho le idee chiare, siamo a posto e un altro allenamento è quasi inutile perché abbiamo finito il nostro lavoro». Sciabolate ogni volta che apre bocca, ieri Julio Cesar è stato ancora più esplicito: «Ogni cosa che dice poi se ne parla per un anno».
Comunque l’Inter ieri si è allenata. Mancava Esteban Cambiasso all’ottavo giorno di terapie ma c’era Marko Arnautovic che ha svolto l’intera seduta. Wesley Sneijder è in arrivo, ha scaricato quelli del Real che lo hanno trattato male e nell’ultima cena di Madrid ha svelato anche alcuni segreti: «Quello che mi è successo è raro nel calcio. Il mister puntava su di me, ma c’era altra gente all’interno del club che non mi voleva, qualcuno che in questa squadra conta molto...». Sul suo sito ha poi ufficializzato il passaggio all’Inter precisando di aver firmato un quadriennale.
Molto complicato un suo utilizzo già nel derby ma da José ci si può aspettare di tutto, ha addosso una carica tremenda e conta i minuti che mancano alla sfida: «Sono convinto che anche il Milan ha tanta voglia di giocare questo derby, ci sarà lo stadio pieno e sarà una grande immagine per tutta l’Europa». Non ha voluto entrare nei dettagli, ha solo precisato che non si attende un’Inter molto diversa da quella della prima di campionato perché quattro o cinque allenamenti in più non possono migliorare sensibilmente gli automatismi e cambiare le cose: «Ma la carica e la concentrazione saranno diverse».
Anche Julio Cesar ha parlato del suo personalissimo derby con i brasiliani del Milan orfani di Dida: «Lui per me resterà sempre un simbolo, un giocatore da rispettare, uno che vuole riconquistare il posto da titolare». La resurrezione di Ronaldinho non lo sorprende: «Mi riferiscono che si sta allenando con molta determinazione, sono felice per la nazionale, meno per il derby». Pato è veloce: «Contro di lui serve una difesa compatta. Quando perdiamo la palla bisogna recuperare subito perché una qualità del Milan è proprio sfruttare gli spazi e Pato è velocissimo».
Il solito Julio Cesar, scanzonato, irriverente nella sua modestia: «Ho parlato con Buffon e ci siamo chiesti cosa vuol dire essere il miglior portiere del mondo. Non credo che si possa dire chi è il miglior portiere del mondo, si vivono dei momenti e per me questo è un buon momento. Posso solo allenarmi con intensità e regolarità, ma il portiere più forte del mondo non esiste». E quando gli hanno chiesto se si sentiva almeno il portiere della squadra più forte d’Italia ha risposto: «Sono quattro anni che vinciamo il campionato, il primo scudetto ce lo hanno assegnato ma gli altri tre... e adesso abbiamo Eto’o e Milito».

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