Napoli, il ringhio del Gattuso tradito

Abbraccio della squadra a Rino: "Deluso da AdL, ha trattato con altri"

Napoli, il ringhio del Gattuso tradito

La corsa della squadra ad abbracciare Gattuso dopo il gol di Politano allontana per un po' le nubi minacciose: il Napoli ne aveva bisogno per risalire in classifica e preparare con la dovuta serenità la semifinale tricolore contro l'Atalanta. Ma il Parma se l'è giocata e a dire il vero anche dall'inizio: inutile fare barricate, meglio provare il colpaccio con le ripartenze e poi aspettare il Napoli. Un paio di brividi li ha procurati Gervinho con le sue abituali accelerate, poi gli azzurri si sono compattati meglio dinanzi a Ospina e hanno preso il comando delle operazioni nel ritrovato centrocampo a tre, con Bakayoko in panchina: esclusione non a sorpresa viste le recenti, deludenti prestazioni del franco-ivoriano.

Discreto possesso ma poche chance importanti sotto rete, è mancato l'ultimo passaggio e la zampata decisiva, perché Petagna ha voltato spesso le spalle alla porta emiliana, Lozano si è defilato troppo sulla fascia di sua competenza, e perché Insigne non si è distinto nelle conclusioni da fuori area. È toccato allora a un centrocampista, Elmas, sbloccare la parità iniziale, e l'ha fatto con un gran numero: palla al piede ha percorso quasi metà campo da solo, ha indovinato lo slalom giusto ai quindici metri e ha poi beffato Sepe con un tocco da biliardo. Rete molto bella che ha fatto imbestialire D'Aversa per l'immobilismo dei propri difensori.

Reduce da una settimana a dir poco turbolenta, il Napoli s'è preoccupato del risultato più che produrre gioco: vittima del braccino corto, è in pratica scomparso dal campo, anzi dalla metà campo degli ospiti. Ripresa sotto il segno del Parma, in costante controllo del gioco, dominatore della linea mediana ma poco efficace nell'azionare Cornelius e Gervinho: questo è mancato soprattutto a D'Aversa per accendere la fiammella della speranza. Non a caso, tanto possesso palla ma nessuna parata impegnativa di Ospina.

Gattuso ha corretto la squadra in corsa, dentro forze fresche a rinforzare il pacchetto arretrato, centrocampo più robusto, Politano terminale della manovra offensiva e non più Lozano: proprio l'ex interista nel momento più delicato e in pieno pressing emiliano, ha sferrato il suo diabolico sinistro (deviato da Osorio) del ko. Il palo finale di Insigne ha certificato una vittoria tanto sofferta quanto preziosa. «Con il presidente De Laurentiis c'è sempre stato un buon rapporto, ma non posso negare che negli ultimi 15-20 giorni da parte mia un po' di delusione per tutto quello che è successo c'è», così Gattuso alla fine.