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Nella bolgia Anterselva i Fantastici 4 regalano l'argento nel biathlon

Staffetta mista trascinata dalle donne azzurre ex nemiche. Vittozzi meravigliosa. Oro Francia

Nella bolgia Anterselva i Fantastici 4 regalano l'argento nel biathlon
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Anterselva è una lastra di ghiaccio avvolta in un silenzio che si anima solo quando sparano le carabine. Qui tutti nascono con gli sci di fondo ai piedi, e capiscono subito che la vita è un continuo stare in equilibrio. Per questo quando Lisa esplode in una Vittozzi Dance sul traguardo di questo Maracaná del ghiaccio, intorno c'è solo da impazzire: è argento.

Qualcuno dice che nel biathlon la staffetta mista sia stata inventata per rimettere insieme i cocci, perché - per dire - lei e Dorothea Wierer per un po' non si potevano proprio vedere. E invece il primo abbraccio è proprio tra di loro, una gioia a cui si aggiungono Tommaso Giacomel e Lukas Hofer, il più giovane e il più vecchio, per tre generazioni in una che si fondono nella medaglia più bella di sempre della specialità. E dopo due bronzi a Sochi e Pyeongchang, la felicità è un bersaglio centrato in pieno: "Siamo una squadra speciale", dice il bocia. Ha vinto la Francia favorita, e d'altronde quando Lou Jeanmonnot in terza frazione mette il turbo non ce n'è per nessuna. Però questo sport spesso è uno sparo nel buio, ed è lì che l'Italia dà il meglio di sé: benino Giacomel e Hofer (due errori a testa), bene Wierer (uno), straordinaria Vittozzi, la Calamity Jane di Pieve di Cadore, rapida e infallibile. Proprio nell'ultimo poligono, quando ci si gioca tutto: la francese Simon non sbaglia, l'azzurra arriva con Germania e Norvegia, che però sprecano anche i tre proiettili di ricarica. E mentre le rivali sono a fare i giri di penalità nel purgatorio che porta all'arrivo (i tedeschi uno in meno, per cui arriveranno terzi), il paradiso è tutto nostro. Con saltello sul podio e sorriso che non conosce confini.

L'Olimpiade è poi il solito tassello di storie nelle storie. Dorothea e Lukas che chiuderanno a fine Giochi la carriera con la quarta medaglia individuale per lei e la terza totale per lui; Tommaso da Vipiteno fan di Sinner e con l'amico Sivert Bakken nel cuore; e poi Lisa, l'incredibile Lisa che solo un anno fa era con la schiena a pezzi e il vuoto nella mente, e che ha saltato una stagione intera prima di rimettersi sui binari: "È così che ho scoperto di essere umana". Non ci sono supereroi in questa storia, solo uomini e donne con un dono particolare: "Da giovane non avrei mai immaginato di arrivare fin qui ha detto Dorothea -: pensavo alle feste, mica a sparare nella neve". Tutto quasi normale, se non fosse che l'equilibrio a volte può portare alla follia: "In effetti ero molto nervosa" ammette la Wierer, "anch'io, più del solito" conferma Vittozzi. Sono state loro l'anima d'argento, dopo che i due maschietti hanno messo le basi. Insomma, che meraviglia, anche che Lukas a 36 anni possa godersi il meritato finale: "Gli ultimi quattro anni sono stati tosti, questa medaglia mi fa capire che ho fatto bene a non mollare. Sono riuscito a difendermi su un giro così corto, alla mia età non è facile.

E dopo i due errori al tiro ho fatto un reset veloce. Volevo chiudere la mia vita sportiva sapendo di aver dato tutto". Anche se in realtà è solo l'inizio: il nostro biathlon ha ancora tante cartucce da sparare. Intanto, però, si balla.

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