Non solo calcio. È record di ko nel tennis

L'Us Open conferma il trend degli ultimi 10 anni: più 35 per cento di infortuni

La consolazione, cercando di fare buon viso a pessima sorte, è che a giudicare dai loro messaggi torneranno tutti più forti di prima. Ce ne vuole, però, di forza, per riprendersi da un infortunio grave come la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio: l'ultimo episodio è quello di Nicolò Zaniolo, in occasione di Olanda-Italia, ma secondo uno studio del City of Philadelphia Health Center, ripreso dal quotidiano inglese Daily Mail, negli ultimi dieci anni c'è stato un incremento del 400% di infortuni al genere ad atleti giovani e giovanissimi, insomma parliamo del quadruplo. Pochi mesi prima, uno studio di specialisti del Melbourne Hospital aveva certificato non solo un aumento del 148% tra i praticanti locali ma aveva definito l'infortunio al crociato in ragazzi e bambini «un significativo problema di salute pubblica» per le conseguenze a lungo termine.

La causa principale di questo guaio, che colpisce maggiormente le ragazze a causa di una ridotta rigidità lineare, lassità legamentosa e fattori ormonali, è anche nell'aumentato spirito competitivo ad un'età ancora verde: per puntare all'eccellenza, spesso su spinta dei genitori o dell'ambiente, c'è la tendenza a privilegiare un solo sport, con movimenti che diventano dunque ripetitivi. E mica solo nel calcio: il 21% delle rotture del crociato colpisce chi pratica sport invernali. Mentre nel tennis, che conta circa 60 milioni di praticanti regolari, sempre negli ultimi dieci anni l'aumento di problemi fisici è stato del 35% tra i professionisti, con esempi anche recenti, agli US Open. Qui però non si parla prevalentemente di legamento crociato: è l'epicondilite laterale, non per nulla nota come gomito del tennista, a colpire il 67% dei giocatori, ma vi sono anche patologie che impattano trasversalmente dilettanti e professionisti, come la tendinite al ginocchio, quella alla spalla, causata dal movimento di rotazione del braccio sopra la testa, la distorsione alla caviglia. Le statistiche riportate dall'Istituto Superiore di Sanità dimostrano inoltre come gli infortuni nel tennis siano più frequenti nella fascia d'età tra i 46 e i 64 anni (48%) e in quella tra i 26 e i 45 anni (42%).

Per ridurre i tempi di recupero i medici dello sport sempre più spesso ricorrono all'utilizzo della laserterapia, tecnologia a cui anche Rafa Nadal si è affidati in passato per risolvere un infortunio al ginocchio. In particolar modo, la Theal Therapy, la terapia laser made in Italy consigliata anche dal dottor Daniele Checcarelli, medico fisiatra e Componente della Commissione Medica della Federazione Italiana Tennis, che va nei dettagli. «Il tennis è una disciplina veloce e intensa che causa una grande sollecitazione del sistema osteomuscolare, dando origine a tendinopatie con varia localizzazione, lesioni muscolari e sovraccarichi della colonna vertebrale».

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