Olimpiadi, il Cio si muove. Bach: "Valutiamo il rinvio". Ma sempre entro il 2020

"Cancellarli non ha senso, Giochi pronti a slittare". Al 25 agosto (data paralimpiadi) o a metà ottobre

I Giochi Olimpici di Tokyo potrebbero non svolgersi dal 24 luglio al 9 agosto come da programma. In una conference call straordinaria del Comitato Esecutivo terminata nella tarda notte giapponese di ieri (a mercati chiusi temendo speculazioni finanziarie), in seguito alle voci di protesta di una buona parte di dirigenti e atleti nonché degli Stati Uniti, il Cio per la prima volta ha parlato di rinvio delle Olimpiadi, anticipando di fatto la deadline di inizio giugno sull'annuncio della data dell'ormai probabile slittamento. Tutto questo, è successo all'indomani della presa di posizione del presidente Thomas Bach, il quale aveva dichiarato che un eventuale «annullamento di Tokyo 2020 distruggerebbe il sogno olimpico di 11.000 atleti». Ieri, però, dopo la riunione svolta in gran segreto, il numero uno dello sport mondiale ha annunciato che «il Cio sta valutando dei nuovi scenari, compresa l'ipotesi di rinvio, visto il drammatico incremento di nuovi contagi da Covid-19. In questa crisi senza precedenti, noi siamo uniti e come voi siamo preoccupati, e viviamo un'incertezza tremenda» ha scritto agli atleti. Aggiungendo pure che «le vite umane hanno la precedenza su tutto, comprese le Olimpiadi: siamo fiduciosi di completare tutte le analisi entro le prossime quattro settimane. Il nostro principio cardine è la salvaguardia della salute e vi assicuro che ogni decisione sui Giochi si atterrà a tale principio. Nessuno può davvero fare previsioni sulla durata di questa lotta contro il virus. Neanche il Cio può rispondere a tutte le vostre domande: questo è il motivo per cui ci affidiamo ai consigli di una task force che include l'Organizzazione mondiale della Sanità».

L'obiettivo, in ogni caso, è quello di far disputare le Olimpiadi entro il 2020, perché spiegano dal Cio «la cancellazione dei Giochi non risolverebbe nessuno dei problemi e non aiuterebbe nessuno, pertanto la cancellazione non è all'ordine del giorno, idem una decisione finale sulla data delle Olimpiadi, che oggi sarebbe prematura». Tra le ipotesi al vaglio, c'è quella di modificare la data di inizio e posticipare i Giochi sfruttando la fascia delle Paralimpiadi, in programma dal 25 agosto al 6 settembre. Oppure quella di ottobre, servendosi della fascia che va dal 10 ottobre al 24 ottobre: così facendo, la cerimonia di apertura si ripeterebbe a cinquantasei anni esatti da quella svoltasi a Tokyo 1964. Ma contrariamente ad altri eventi sportivi (come l'Europeo di calcio, per esempio), «rinviare i Giochi è una sfida estremamente complessa, per questo il dibattito si arricchisce ogni giorno e al momento nessuno scenario è da escludersi. Come confermato dal presidente del Coni Giovanni Malagò: «Ad oggi, ognuno dice la sua, ma ci sono solo due soggetti che devono prendere questa decisione: il Cio, quindi Bach, e il governo giapponese con il primo ministro Abe. Giochi senza atleti, giornalisti, pubblico, non si possono fare. Ma non si possono fare neanche senza tv e multinazionali che hanno pagato pesantissimi billion per i diritti con contratti pluriennali che scadono nel corso dell'anno».

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