Un altro dispiacere alla Juventus firmato Raffaele Palladino. Il quale, cresciuto nella Signora, l'aveva già battuta tre volte prima di ieri con il Monza e poi con la Fiorentina. Il poker (3-0) vale all'Atalanta l'accesso alla semifinale di Coppa Italia contro la vincente di Bologna-Lazio. Alla Signora non resta adesso che puntare alla qualificazione alla prossima Champions, manifestazione nella quale è comunque ancora in corsa nell'attuale edizione.
Palladino e Spalletti non bluffano: squadre vere' in campo, nessun turnover spinto e obiettivo semifinale urlato ai quattro venti. Certo, Yildiz parte dalla panchina ma già lo si sapeva dopo il fastidio accusato pochi giorni fa. Per il resto è in pratica la Juve-tipo, mentre la Dea si affida in attacco a Raspadori e Scamacca. Ci si affronta insomma subito a viso aperto e Thuram dopo pochi secondi è già davanti a Carnesecchi senza però trovare la porta. La Juve è quella solita delle ultime uscite: aggressiva e propositiva, con Conceiçao libero di inventare e di puntare l'area avversaria. Il suo uno contro uno su Bernasconi è uno dei temi dei primi minuti: il bergamasco regge, il portoghese è però sveglio a sfruttare una mezza dormita di Ahanor per costringere il portiere avversario a un mezzo miracolo. Il piccoletto colpisce anche la traversa e, insomma, la Juve meriterebbe anche qualcosa in più: quando però un cross di Ederson trova la mano di Bremer, Fabbri fischia il rigore (dopo il Var) e Scamacca si conferma infallibile dal dischetto. La Juve schiuma rabbia: lo stesso Bremer va vicino al pareggio, poi è McKennie a non inquadrare la porta e a nulla valgono i successivi assalti che portano il match a metà cammino. È serata intensa e dai ritmi alti: qualcuno ci sguazza (Kalulu, Conceicao e Scamacca), altri meno e tra questi ultimi ci sono De Ketelaere da un lato e Gatti dall'altro. Non si vede troppo nemmeno Raspadori, così come David non pare del tutto a proprio agio nei corpo a corpo dentro l'area di rigore.
La Juve non può fare altro che proseguire l'assalto anche nella ripresa, ma la partita rimane viva perché la Dea ribatte colpo su colpo e Zappacosta si scatena in un paio di coast su coast che infiammano la New Balance Arena.
L'accoppiata David-McKennie conferma di avere feeling, ma la conclusione dello statunitense finisce alta: ci prova anche Kelly di testa (assist di Boga, all'esordio), poi Spalletti sceglie di giocare senza un centravanti di ruolo mandando McKennie a fare il falso nove. A fare svoltare definitivamente il match ci pensano però i due nuovi entrati dell'Atalanta: cross di Bellanova, tocco ravvicinato di Sulemana e Juve poi persino sotterrata dal 3-0 di Pasalic.