Paris-Inner, fantastica Italia. Doppietta in discesa a Bormio

Dominik torna a vincere sulla sua pista magica (terzo successo). Solo Christof gli tiene testa: secondo per 36/100

Vincere è bello, farlo davanti al pubblico di casa lo è ancora di più e se poi a fianco sul podio ti ritrovi un compagno di squadra, beh, cosa si può chiedere di più allo sport? Dominik Paris non se lo domanda, pensa solo a godersi il momento, era da un anno che non provava la gioia di finire davanti a tutti e ancora una volta Bormio e la sua favolosa pista Stelvio lo hanno aiutato a dimostrare quanto è forte. Il tris qui porta a dieci le vittorie in carriera e se ieri il gigante della Val d'Ultimo ha sovrastato tutti fisicamente e mentalmente, solo Christof Innerhofer gli ha tenuto testa dal punto di vista tecnico finendogli dietro per 36/100, che tradotti in metri fanno 10,19, numero cui Inner toglie due zeri, arrivando ai dieci centimetri che a suo dire hanno fatto la differenza fra lui e Domme: «Sono quelli che le sue cosce hanno in più rispetto alle mie!».

Christof sorride per il terzo secondo posto della sua stagione, in discesa è finalmente tornato fra i primi dieci del mondo (aveva iniziato l'inverno da numero 15), ma si vede lontano un miglio che la sconfitta gli rode, e non poco. «Ho sbagliato qualcosa, lui no». Dominik fa finta di non sentire e continua a ripetere quanto questa pista così dura, difficile, veloce e faticosa lo esalti da sempre: «Il tris di vittorie era un sogno, ma di sogni ne abbiamo tanti, realizzarli poi è sempre un'altra storia». E la storia ieri l'ha fatta assieme al compagno di cinque anni più vecchio, quel Christof sempre elegante, posato, gentile e sorridente, così diverso da lui, spesso burbero e del tutto disinteressato alle luci della ribalta. Ma forte, tanto forte da poter vantare nel palmares 25 podi, pochi, considerando il suo talento che da sempre si esalta sulle piste più toste, quelle dove servono coraggio e gambe, ma anche la testa, anzi soprattutto quella, «perché qui ad esempio la differenza si faceva con il cervello nella parte finale, quella dove non senti più le gambe da quanto bruciano e devi solo tenere duro per non subire la pista e le sue ondulazioni».

Attaccare, attaccare da cima a fondo, questo è stato ieri il segreto vincente di Paris, partito più lento di Innerhofer (il migliore nei primi cinquanta secondi), ma andato in crescendo fino al sorpasso dopo circa un minuto di gara e il finale irresistibile. Bravo lui, bravo Inner, ma bravi tutti, perché domare la Stelvio di quest'anno era un'impresa, anche se a guardare loro, i discesisti più bravi del mondo, tutto sembra molto più semplice di quello che è. In realtà, mantenere la centralità su due assi lunghe circa due metri e venti, affrontando curve a oltre cento all'ora è qualcosa di eccezionale, tanto è vero che basta un minimo errore per far finire il sogno o magari anche la stagione, ne sa qualcosa lo sloveno Klemen Kosi, che nel tentativo di emulare il suo idolo (e amico) Innerhofer ha forse chiesto troppo a se stesso cedendo fisicamente nel tratto finale: il suo volo nelle reti per fortuna si è risolto in modo tutto sommato non drammatico e la diagnosi parla di setto nasale e un dente rotti, trauma facciale e leggera commozione cerebrale.

All'Italia maschile una doppietta mancava dal marzo 2017, quando ad Aspen Dominik Paris vinse davanti a Peter Fill l'ultima discesa della stagione, quella che regalò a Peter la seconda coppa del mondo di specialità consecutiva. Dominik quella coppa non l'ha mai vinta, finora gli è mancata la regolarità ad altissimo livello e forse anche un pizzico di fortuna. Potrebbe essere questo l'anno buono, perché i norvegesi sembrano in calo (ieri il migliore è stato Kilde, 9°, mentre l'acciaccato Svindal ha chiuso 12°) e gli austriaci sbagliano spesso. Davanti a tutti per ora c'è lo svizzero Beat Feuz, ieri terzo, ma Domme e Inner sanno come si fa a batterlo e alle grandi classiche di gennaio, Wengen, Kitzbuehel e Garmisch, arriveranno con una dose di fiducia extra.

Discesa maschile: 1. Paris (Ita) 2. Innerhofer (Ita) a 036; 3. Feuz (Svi) a 052; 4. Bennet (Usa) a 067; 5. Kriechmayr (Aut) a 096. Altri italiani: 19. Marsaglia a 217; 23. Buzzi a 228; 24. Casse a 231. Coppa di discesa: 1. Feuz 260; 2. Franz 222; 3. Paris 196; 4. Innerhofer 181

Oggi: superG maschile a Bormio (ore 11.45) e slalom femminile a Semmering, ore 10.15 e 13.15. Diretta TV Raisport ed Eurosport