In attesa che arrivino segnali dagli Usa o che magari ci sia un blitz dei Friedkin a Trigoria per interrompere il corto circuito creatosi nell'ambiente giallorosso, la Roma conquista solo un pari all'Olimpico contro l'Atalanta nel "derby" di Gasperini, visto il passato del tecnico piemontese. Il risultato serve a poco a entrambe, visto che la Dea rischia di restare fuori dall'Europa nella prossima stagione (sempre che non venga "ripescata" in Conference League) e ora punta a ottenere la finale di Coppa Italia mercoled' contro una Lazio rinata; la squadra di Gasperini perde invece un'occasione per sorpassare il Como e avvicinarsi alla Juve nella corsa a un quarto posto che rimane lontano.
Il terremoto provocato dalle dichiarazioni di Ranieri e poi di Gasperini, termometro del clima che si respira in casa romanista, non viene frenato da un risultato che avrebbe fatto comodo a Malen e compagni. I fischi a fine gara della curva Sud, che prima del match aveva preso posizione sulla querelle in atto con un boato per Gasp e uno striscione "La Roma prima di tutto e tutti", mostra smarrimento e insoddisfazione del popolo di fede giallorossa. Il centravanti olandese non segna nella notte più importante tra le parate di Carnesecchi e le poche occasioni concesse dalla difesa atalantina. Così il protagonista in negativo e in positivo diventa il difensore romanista Hermoso: prima con uno svarione difensivo regala l'azione-gol a Krstovic dopo 12 minuti (terza rete di fila in trasferta dopo le partite con Inter e Lecce), poi riequilibra il risultato a fine primo tempo con una girata al volo a centro area (applaudita in tribuna da Ranieri), infine coglie la traversa alta con il portiere atalantino comunque ben piazzato.
In una gara vibrante, ma anche con tante imprecisioni, la Roma potrebbe anche
andarsi a prendere i tre punti, crea occasioni ma Carnesecchi fa buona guardia, mentre la Dea tenta qualche ripartenza senza costrutto. Finisce 1-1, un pari che non accontenta nessuno. In attesa che a Trigoria torni il sereno.