Una piccola Ungheria non rovina la festa. E l'Italia ritrova finalmente il Mondiale

Gli azzurri stravincono di 34 punti e dopo 13 anni tornano di nuovo tra le big

Varese Ci siamo avvicinati tremando a questa prova della verità e ce ne andiamo cantando come capita ai poveri quando fingono di essere ricchi: il posto al mondiale è assicurato dopo aver visto Italia Fremebonda battere 75-41(!) i postini ungheresi. Preoccupati come si poteva essere per un raffreddore che temevamo potesse diventare polmonite. Era solo un mal di testa vedendo i nostri in campionato. Scherzavamo. Tutto facile, fin troppo. Dopo 20 minuti (34-15!) ci si poteva dedicare agli acrobati, ai nani del consorzio, magari al presidente del Coni Malago che sfiorava il sottosegretario Giorgetti e parlava fitto con Toto Bulgheroni, il vero padrone del castello, lasciando a Petrucci il godimento per aver ritrovato un posto al mondiale dopo aver rosicato per Olimpiadi non fatte ed Europei vissuti da comparse.

L'Italietta del basket, pure questa di giocatori dal valore medio, lampi, mai un gioco come normale in queste finestre assurde, scopre subito che l'Ungheria sofferta a Debrecen, nel santuario di Varese sembra una squadretta di serie C. Si applaude per educazione in una partita che non trascina mai, fra berci e musica ansimante, urlatori che non sanno chi ci ha giocato a Masnago.

Parte alla sua maniera Gentile, travolgendo tutto mentre i compagni lo guardano:6-0. Per avere un canestro degli ungheresi bisogna aspettare 5 minuti e mezzo. Della Valle ritrova il sorriso, non la mano, anche se arriva presto a 8 punti. Per fortuna Jeff Brooks, dopo il partitone contro il Maccabi, fa da collante per tutti applaudito dal suo compagno Tarzewski. Aradori trova il suo miele, l'Italia galoppa, pur con il 25% da 3. Pratica archiviata in due quarti, alla fine del terzo tempo 52-33.

Dunque dopo 13 anni abbiamo un posto al mondiale che si inizierà in Cina a fine agosto. Non un' impresa, sulla via della seta, però dovremmo ritrovare i giocatori più bravi, da Melli a Datome o Hackett, per non parlare di Gallinari e Belinelli. Cinque innesti che non miglioreranno la pochezza al centro, ma che dovrebbero farci essere almeno competitivi in un mondiale senza Slovenia e Croazia, un torneone a 32 squadre dove sono già qualificate oltre alla Cina anche Angola, Argentina, Australia, Canada, Sud Corea, Francia, Germania, Grecia, Lituania, la prima del nostro girone(dove ieri si è qualificata anche la Polonia), che affronteremo lunedì a casa sua, Nigeria, Nuova Zelanda, Repubblica Ceca, Spagna, Tunisia, Turchia, Usa, Venezuela e Brasile.

A occhio ce ne sono almeno otto più forti di Azzurra Fremebonda, ma questo offre il convento e purtroppo sarà sempre peggio anche se l'ottimismo esagerato non manca. Sacchetti è bravissimo, ma neppure il mago Houdini ci farebbe volare verso il podio. Accontentiamoci di esserci dopo 13 anni. Non è disfattismo, solo realismo, dicendo grazie a chi ci ha qualificato, a quelli che ieri hanno dato punti e spunti: 15 Della Valle, 11 Aradori, 9 Gentile, 8 Biligha e Abass.