Pirelli, futuro sempre più green tra simulatori e digitalizzazione Piano ad hoc per l'auto elettrica

Riduzione delle emissioni, performance e sicurezza sono le parole d'ordine. Verso il nuovo «eco» Cinturato

Piero Evangelisti

L'industria dell'auto con tutta la filiera dell'automotive si appresta, seppure lentamente, a ripartire in uno scenario completamente stravolto dall'emergenza Covid-19, un contesto dove, tuttavia, rimane in primo piano la transizione verso una mobilità più sostenibile ed elettrificata. Lo ha confermato recentemente anche Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo e ad di Pirelli, delineando il piano industriale al 2022 dell'azienda che si concentrerà principalmente sull'evoluzione degli pneumatici in funzione dell'auto elettrica e sulla realizzazione di prodotti che aiutino alla riduzione delle emissioni.

Per le attività di ricerca e sviluppo la crisi globale che ci aspetta darà un'accelerazione verso la mobilità del futuro, «perché per noi è obbligatorio guardare avanti ci spiega Pierangelo Misani, vicepresident Research & Development di Pirelli lungo gli assi che abbiamo prefissato: l'high value, che si traduce nel mettere sempre il consumatore al centro della progettazione, la digitalizzazione e la sostenibilità, declinata in tutte le sue accezioni». Per Pirelli, l'azienda che investe in ricerca e sviluppo più di ogni altro competitor, la digitalizzazione sta assumendo un ruolo sempre più importante. «È grazie alla digitalizzazione che possiamo essere più rapidi e più competitivi - precisa Misani - è un processo che lavora sui big data con un approccio che è allo stesso tempo statistico e analitico. La tecnologia digitale ci permette di arrivare più velocemente alla validazione di un prodotto perché non ci sono più prototipi che viaggiano fisicamente e la Casa destinataria del primo equipaggiamento può valutare il prodotto attraverso un simulatore: è un sistema che abbiamo inizialmente utilizzato con le scuderie di F1 mediante simulatori che sembrano in tutto e per tutto dei cockpit aeronautici».

L'approccio di Pirelli alla sostenibilità è, invece, più complesso e articolato. «Prima di tutto - sottolinea il manager - c'è la sostenibilità sociale, cioè la sicurezza, sia quella dei nostri collaboratori, da sempre una priorità assoluta, sia la sicurezza dinamica, la performance, che i nostri pneumatici devono fornire ai clienti. E tutto questo lo dobbiamo garantire anche se abbiamo di fronte tempi difficili e il processo di innovazione deve continuare, anche perché ritengo che tra gli effetti collaterali del coronavirus ci sarà un'accelerazione verso una mobilità più sostenibile».

E Pirelli è pronta alla sfida perché ha già annunciato che entro il 2025 i suoi pneumatici saranno realizzati per il 43% utilizzando materiali non fossili, per il 4% di materiali riciclati e il 13% di metalli riciclabili. «E siamo sulla buona strada - puntualizza Misani - perché tra la fine di quest'anno e il 2021 lanceremo una nuova versione del Cinturato che riduce la componente fossile al 50%. E proseguiremo con le 20 linee di prodotto (5 quelle globali) che lanceremo da qui al 2022, uno sforzo enorme soprattutto nel primo equipaggiamento dove Pirelli può contare su un numero di omologazioni doppio rispetto alla concorrenza».

Pirelli Elect è il programma che sintetizza l'approccio del gruppo all'auto elettrica che richiede una gommatura appositamente progettata.

«Sì - conferma Misani - innanzitutto perché le auto elettriche sono più pesanti. E poi sono silenziose e il rumore del rotolamento è più percepibile. Ma, cosa fondamentale, la gomma deve contribuire alla riduzione dei consumi e, di conseguenza, all'aumento dell'autonomia che è il punto debole delle elettriche. Insomma, gli pneumatici Pirelli saranno sempre più tecnologici, capaci di dialogare con il guidatore e con i sempre più complessi sistemi di cui le auto sono dotate, per ridurre i consumi e accrescere la sicurezza».