Calcio

Quanto pesa per Inzaghi conquistare il "derby" e rispondere alle critiche

Vittorie e pochi consensi col suo gioco di rimessa old style. Ma vincere la 4ª coppa contro i cugini...

Quanto pesa per Inzaghi conquistare il "derby" e rispondere alle critiche

Chissà se Simone Inzaghi pensa davvero che finora il bilancio stagionale dell'Inter sia positivo. Perché: 6 punti in meno dell'anno scorso e 10 punti di distacco dal Napoli sembrerebbero dimostrare l'esatto contrario. Vero è che a suo favore ci sono la qualificazione agli ottavi di Champions, in un girone molto più difficile di quello dello scorso anno, e il fresco passaggio ai quarti di Coppa Italia, però sarà la corsa scudetto a segnare il saldo della stagione nerazzurra. La SuperCoppa, che Inzaghi si gioca per la quarta volta e che finora ha sempre vinto, pesa un po' di più perché c'è di mezzo il derby con il Milan, ma non può bastare. «È una partita speciale, che condizionerà il resto della stagione», ammette il tecnico nerazzurro.

L'Inter sembra stare meglio del Milan, soprattutto è il Milan che sembra stare peggio dell'Inter, con 2 pareggi e una sconfitta in una settimana. «Sarà una gara speciale, è una finale e non solo un derby, mi auguro che la mia squadra stia sempre in partita. Vogliamo il trofeo e dobbiamo fare una grande prestazione». La formazione è scontata. Brozovic (come Handanovic) ha viaggiato per fare gruppo, Lukaku sta un po' meglio e andrà in panchina. Gioca l'Inter del momento, con Darmian e Acerbi titolari e Calhanoglu e Barella completamente recuperati. Completa il centrocampo Mkhitaryan, che porta in dote all'Inter addirittura 6 SuperCoppe, vinte con 4 squadre diverse (2 in Armenia e in Germania, 1 in Ucraina e in Inghilterra), se non è record, poco ci manca. In attacco, Dzeko col fiato un po' corto e Lautaro Martinez con la voglia di allungare la striscia di partite con gol (3).

Sul piano tattico, non dovrebbe cambiare molto da quanto s'è visto non solo contro il Napoli, ma persino col Verona. Non sarà certo Inzaghi a cercare il comando della sfida. Aspettando Lukaku, il suo calcio è già cambiato, tutto difesa e contropiede. Con malumore pubblico di molti osservatori, su tutti il vate Sacchi. «Ognuno può pensarla come vuole», gli manda a dire Inzaghi, un po' scocciato. L'impressione è che anche a lui piacerebbe giocare un altro calcio, ma che questo gli sembri il migliore per restare a galla.

Gli ultimi incroci col Milan hanno portato a Inzaghi solo guai e sconfitte, vincere vorrebbe anche dire allontanare i fantasmi. Il pericolo vero è facilmente individuabile in Leao, anche se poi è stato Giroud a fare i danni maggiori in casa nerazzurra. «Avremo di fronte una squadra evoluta, che come noi sta facendo bene in stagione», sottolinea Inzaghi ed è qui che proprio non convince, che i conti non tornano, a guardare la classifica. «Nel 2023, abbiamo giocato 4 volte in 10 giorni, con 3 vittorie e il pareggio di Monza», la frase resta in sospeso, stavolta il tecnico dell'Inter evita di parlare ancora del gol non concesso ad Acerbi, ma il messaggio è ugualmente molto chiaro: senza l'errore dell'arbitro, avremmo fatto 4 vittorie su 4 e adesso di noi si direbbero altre cose.

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