Una rimonta che ricorda quella del gennaio 2022. Allora però la Juve riuscì addirittura a vincere all'Olimpico (da 1-3 a 4-3). Quando la Roma sembrava aver finalmente sfatato la tradizione negativa di stagione contro le big, è arrivata la clamorosa rimonta bianconera. Che a metà ripresa sembrava ko per il gol sotto porta di Ndicka del 3-1, ma che ha trovato il coraggio di non mollare e di crederci fino al termine.
Pericolo scampato per i bianconeri grazie al gol allo scadere di Gatti, uno dei cambi azzeccati da Spalletti negli ultimi minuti, Un'occasione persa per la Roma, che non ha gestito per errori banali il vantaggio di due reti che avrebbe potuto mettere una pietra tombale sulla corsa Champions e dimostra di avere ancora qualche difetto. Alla fine possono fregarsi le mani Milan e Napoli che tengono le rivali a distanza di sicurezza, ma ora che il Como di Fabregas ha sorpassato la Juve, la volata sembra più che mai aperta.
Gara spettacolare, gol belli e fiammate improvvise da entrambe le parti. La Roma dimostra di avere un centravanti: dal suo esordio in A nel weekend di metà gennaio, solo Harry Kane del Bayern (nove) ha segnato più gol dell'olandese Donyell Malen nei top-5 campionati europei in corso (sei come Lamine Yamal). La Juve no, con un David impreciso e nemmeno tanto assistito dai compagni, anche se il gol di Boga lascia qualche luce nel reparto offensivo giallorosso. Il botta e risposta con gol capolavori di Wesley e Conceiçao aveva acceso una sfida sin lì equilibrata e controllata, con qualche tentativo (più romanista che juventino) di sbloccare il risultato. Ma quando Ndicka - secondo gol di fila su palla inattiva dopo quello alla Cremonese - e Malen, ben innescato da Koné, hanno dato l'accelerata alla Roma, tutto sembrava finito.
A quel punto si è rivista la grinta della Juve che aveva mancato di poco la rimonta con il Galatasaray. E la rimonta, frutto anche di qualche distrazione di troppo dei giallorossi, mostra che Spalletti non vuole arrendersi. Chiellini, prima del match, lo aveva confortato a proposito del rinnovo di contratto, collegato alla conquista di un posto nell'Europa di prestigio: "Non vedo altri allenatori sulla nostra panchina il prossimo anno".
Intanto evita la terza sconfitta di fila e non è poco. La Roma può solo rammaricarsi: finora in casa aveva concesso sei gol, ne ha presi tre (due di questi identici) solo in una. Un dato che fa male alla truppa di Gasp.