Sarà una sfida a due Liverpool-Milan o Lambretta-Vespa

Giro d'Italia, chi sono i protagonisti: Wiggins e Nibali tifosi delle due squadre ma anche collezionisti dei due scooter

Napoli - Nella città del mare, luccicano abbacinate dal sole le biciclette del Giro e di chi gira per Napoli. Tutto è pronto. Tutti sono pronti. Tutti hanno voglia di Giro d'Italia e Napoli non poteva accoglierlo meglio. Si parte questo pomeriggio, alle 14.20, con un circuito cittadino, di 130 chilometri. Tappa veloce per velocisti: in palio la prima maglia rosa. Spazio agli sprinter, poi toccherà a loro, o meglio, a lui.

«Lo so, sarà una sfida ad handicap: il mio è la cronometro - dice Vincenzo Nibali, il capo delegazione della pattuglia azzurra, la nostra grande speranza -. Wiggins è il logico favorito, ma io so che posso fare qualcosa di grande e d'importante, anche se so perfettamente che non sarà facile, perché lui con le cronometro può solo mettere fieno in cascina e io e tutti gli altri, dovremo inseguire e attaccare per recuperare il gap che si verrà a creare e poi sperare di metterlo in difficoltà nell'ultima settimana, sulle montagne».
Vincenzo Nibali è realista, sa perfettamente che tipo di sfida lo aspetta e, soprattutto, sa quello che dovrà fare: difendersi nelle crono, per attaccare sulle montagne.
La sfida sostanzialmente sarà a due, con una serie di guastatori come Hesjedal, Evans, Sanchez e Gesink, ma anche Scarponi e Pellizotti, che potrebbero fare il gioco dell'uno o dall'altro, se non il proprio.

Sarà una sfida a due, a tutto campo. Liverpool contro Milan. Visto che il baronetto della Regina è un grande appassionato di calcio, anche se il suo vero sport è il rugby a XIII e i Wigan Warriors. «Io non ho mai visto una partita dal vivo, ma sono sempre stato rossonero - ci confida Vincenzo -, anche se mi è spiaciuto molto quando è andato via Pirlo: era il mio campione di riferimento. Con lui era tutta un'altra musica…».
Una sfida di stile e di stili. Wiggins che calza sempre Adidas Originals (il modello vintage) e i Levi's come jeans, mentre lo "Squalo dello Stretto" colleziona sneakers della Nike e veste solo Roy Rogers.

Se le suoneranno, quei due in queste tre settimane. E in fatto di musica l'inglese ascolta Paul Weller, fin dal 1992. Poi ha scoperto che era stato membro degli Style Council e del Jam, così ha cominciato ad ascoltare anche loro. E con Paul ha ripercorso tutta la storia del rock fino a Elvis. Vincenzo, invece, è made in italy, con una sola eccezione: Michael Jackson. Il prediletto? Jovanotti. «Amo il suo modo di fare musica: mi da la carica come pochi, mi commuove come nessuno».
Wiggins colleziona medaglie e maglie. Tanto è vero, che dopo quella gialla del Tour, vuole quella rosa del Giro. Ma colleziona anche chitarre. Nel 2000 ha acquistato una chitarra di Noel Gallagher, una Epiphone Supernova. «Ora non so quante ne ho perché le ho un po' dappertutto», dice. Vincenzo colleziona biciclette: le sue. «Praticamente le ho tutte. Forse me ne manca solo una».

Bradley colleziona Lambrette. «Ho tutti i modelli del 1964, l'anno della sfida tra i mods e i rockers sulla spiaggia di Brighton. In garage ho sei scooter, ma continuo a non avere la patente». Vincenzo colleziona Vespe. «Dopo la Tirreno, mi sono regalato una Vespa 125 Primavera, la ET3 del 1981, di colore blu. Ma se tutto va come spero che vada, me ne regalo una tutta rosa».

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