Cristiano Ronaldo sciopera. Si ribella a Mohammad bin Salman al Sa'ud, presidente del Pif, il fondo sovrano dell'Arabia Saudita, proprietario di oltre metà delle squadre del campionato di calcio saudita. Non è una questione di denaro, Ronaldo potrebbe comprarsi una fettina del regno, il suo salario, comprensivo di vitto, alloggio e bonus, raggiunge i 280 milioni stagionali, potrebbe anche vivere di rendita e spassarsela altrove ma la sua clamorosa protesta è legata, non all'ingaggio, ma al calcio mercato.
Al campione portoghese non è andato giù che il fondo abbia privilegiato l'Al-Hilal di Simone Inzaghi, agganciato in classifica, ma con una partita in meno, consentendogli di rinforzarsi ulteriormente, penalizzando il povero, si fa per dire, allenatore Juan Jesus, al quale è stato concesso soltanto un acquisto, un giovane centrocampista, Haydeer Abdulkareem, proveniente addirittura dal campionato iracheno mentre, in contemporanea, all'italiano Simone, capolista con l'Al-Hilal, è stato offerto Karim Benzema, ex gigante del Real Madrid, un altro scioperante non avendo accettato una miserabile proposta di riduzione del salario dall'Al-Ittihad, uno dei club di Pif, passando da 60 a 45 milioni all'anno, una baguette per il francese. Benzema non è l'unico regalo per Inzaghi, sono arrivati Pablo Mari, dalla Fiorentina e Kader Meite, dallo Stade Rennes. Cristiano si è fermato, non si tratta così uno Special Seven, proprio lui che ha fatto scoprire l'America, nel senso del football arabo, al resto del mondo, proprio lui che ha portato la Fifa, assai sensibile all'oro e all'argento, non alla mirra, a organizzare tornei di football là dove non conoscevano nemmeno le regole del gioco.
Basta, Ronaldo ha saltato la partita di ieri pomeriggio contro l'Al Riyhad, vinta comunque 1 a 0, nello stadio dedicato al Principe Faisal bin Fahd e non si sa ancora se scenderà in campo venerdì contro l'Al-Ittihad, non soltanto per
confermare lo sciopero ma perché il giorno prima compirà 41 anni. Si può prevedere festicciola in famiglia, con un invito al padrone di Pif, il principe Mohammad bin Salman: non fiori ma opere di bene. Per l'Al-Nassr. Salam.