Le "sentenze" di Capello su Inter, Milan e Juve. Poi svela: "Ho un solo grande rimpianto..."

Fabio Capello, in esclusiva per ilgiornale.it, ha fatto un punto sulla stagione in Serie A, sulla Champions League, sull'Inter, la Juventus e molto altro ancora

Le "sentenze" di Capello su Inter, Milan e Juve. Poi svela: "Ho un solo grande rimpianto..."

Fabio Capello è stato un grandissimo allenatore che nel corso della sua carriera si è seduto su panchine importanti come quelle di Milan, Real Madrid, Roma e Juventus mettendo in bacheca una serie di titoli tra cui cinque scudetti in Italia, due campionati spagnoli, quattro supercoppe italiane, una Champions League e una Supercoppa Europea.

L'ex allenatore di Milan e Juventus è un grande esperto di calcio italiano e internazionale ed è stato uno dei primi, già qualche settimana fa, a definire la lotta scudetto già chiusa ad appannaggio dell'Inter di Antonio Conte e i risultati dei nerazzurri gli stanno dando ragione. In esclusiva per ilgiornale.it, l'ex tecnico di Pieris attuale opinionista e colonna portante di Sky Sport, ha toccato diversi argomenti tra cui la Juventus di Pirlo, l'Inter, la lotta alla Champions League e molto altro ancora:

Capello, lei fu uno dei primi ad affermare che lotta scudetto fosse già chiusa da settimane. Conferma il suo pronostico anche alla luce dei risultati di Juventus-Napoli e Inter-Sassuolo?

"Assolutamente sì, non c'è proprio storia per lo scudetto. L'ho detto tempo fa quando il Milan perse in casa dello Spezia che l'Intera aveva di fatto già vinto il titolo. Le pretendenti al titolo sono troppo lontane e le partite da giocare diventano sempre di meno. Credo che il vantaggio sia davvero incolmabile"

Per quanto riguarda la lotta Champions League chi la spunterà alla fine?

"Quella sarà una bella battaglia fino alla fine con tante squadre invischiate. Devo dire che la Juventus mi sembra ritrovata, ha il morale alto, ha ritrovato Dybala e poi ha CR7. Poi c’è il Napoli che può sempre fare risultato perché ha qualità e una rosa importante. Poi c'è l'Atalanta che è una macchina e va alla grande e poi c'è anche il Milan che nonostante tutto è sempre al secondo posto e ultimamente ha fatto anche qualche punticino inaspettato e magari non meritato. Se dovessi sbilanciarmi dico che Inter e Juventus ci andranno sicuramente e poi due tra Atalanta, Napoli e Milan".

Capitolo Champions League: ci dà un giudizio sulle quattro emozionanti partite dei quarti di finale a cui abbiamo assistito?

"Partendo da Bayern-Psg devo dire che la mancanza di Lewandowski ha pesato molto per i tedeschi, credo che lui si sarebbe divertito viste le tante occasioni avute dai padroni di casa. Sarà difficile ribaltare il risultato perché servono due gol, ritengo sia una partita ancora aperta e sarà più che mai divertente. Se recuperano Gnabry avrebbero un punto di riferimento importante perché Choupo-Moting se trova un giocatore fisico come lui non fa molto. Per Porto-Chelsea il risultato penso sia già acquisito visto lo 0-2, immeritato, con i portoghesi che hanno commesso errori che contro la Juventus non avevano invece sbagliato nulla. City-Dortmund è ancora aperta nonostante la grande differenza di qualità tra le due squadre ma penso che al ritorno Haaland potrebbe anche tirare fuori il coniglio dal cappello. City favorito ma occhio al Dortmund. Infine per Real-Liverpool posso dire che i blancos hanno avuto classe e umiltà, per la prima volta ho visto proprio il Liverpool non essere così pericoloso con Salah e Mané che non hanno fatto niente. Purtroppo per il Liverpool non ci sarà il pubblico ad Anfield, tutto può succedere ma il Real visto il 3-1 è favorito".

Parlando di Porto, c'è grande rammarico per la debacle della Juventus: lei cosa ne pensa?

"L'uscita di scena della Juventus è stata una delusione grandissima perché è uscita con un avversario inferiore. Però se vado a guardare le quattro partite a cui abbiamo assistito nei quarti di finale ho visto un ritmo pazzesco, la palla girava velocemente, incredibile. Le squade che sono arrivate fino a qui vuol dire che avevano qualcosa in più delle altre. La Juventus è mancata in velocità e ritmo e questo ha pesato molto nella sua eliminazione. In Italia dovremmo pensare di più ad allenarci sulla velocità di gioco e sul far correre la palla e non su altre cose meno importanti".

Secondo lei Conte rimarrà all'Inter nonostante l'incertezza societaria?

"Certo, io sono convinto che resterà e che l’Inter aprirà un ciclo. Antonio all'Inter ha creato già un gruppo forte e sono convinto che faranno cose importanti aprendo un ciclo".

Parlando della sua carriera da allenatore: c'è una partita a cui è maggiormente legato?

"Ce ne sono state molte a dire il vero. Quando andai a Roma e vinsi dopo 25 anni lo scudetto con tutte le difficoltà del caso , quello è stato un gran ricordo ma poi ce ne sono tanti altri. La vittora più importante come prestigio è quella contro il Barcellona in Coppa dei campioni ma io ce l’ho tutte nella mia testa le partite da allenatore e sono state tutte importanti nella mia carriera"

Ha qualche rimpanto nella sua carriera?

"L’unico rimpianto è quando non ho fatto giocare Savicevic a Tokyo nell’intercontinentale e abbiamo perso contro il San Paolo. Mi avevano detto che era squalificato ma poi a quattro ore dalla partita mi dissero che invece poteva giocare ma per non mancare di rispetto a Raducioiu, con cui avevamo preparato la partita, decisi di giocare con la formazione che avevo ormai in testa. La sua qualità avrebbe forse cambiato le sorti della partita"

C'è un allenatore italiano o straniero in cui si rivede?

"Nel campionato italiano vedo Ivan Juric e anche quello Vincenzo Italiano dello Spezia. Vedo che hanno un'idea di calcio in linea con la mia. Sugli stranieri è più difficile vedere un parallelismo, magari David Moyes del West Ham".

Nelle scorse settimane si è vociferato che tra lei e Conte ci sarebbero delle cose irrisolte dai tempi della Juventus. Sono solo dicerie?

"Ma assolutamente sì (sorride; ndr). Io non ci penso nemmeno a queste cose qui quando devo fare dei commenti o degli appunti tecnici. Ho fatto l’allenatore e so cosa vuol dire essere da quella parte, ma non c'è nessun problema tra me e Antonio. Io quando sono arrivato alla Juventus ho rifondato la squadra insieme a Moggi...tutto quello che viene detto su questa storia è pura invenzione".

Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?

Commenti

Grazie per il tuo commento