Una domenica strana a Melbourne. Dopo i bollori del giorno prima il termometro si abbassa di 15 gradi, e c'è pure un po' di fumo nell'aria che arriva dagli incendi scoppiati una cinquantina di chilometri più in là. Insomma: tutto un po' in tema, con quell'alternarsi di eventi di un'estate australiana che si sta adeguando agli umori di Jannik Sinner.
La paura è passata, e d'altronde ormai dobbiamo farci l'abitudine. Sarà il fisico, ma sarà anche la testa: durante le due settimane di uno Slam arriva sempre il momento dell'allarme Rosso, per fortuna rientrato. Resta come sempre la solita valanga social, del tipo che lo hanno voluto favorire, che il tennis è tutto falso, che gli Australian Open vogliono la finale contro Alcaraz. In realtà persino il povero e sfortunato Spizzirri ha stemperato il chiacchiericcio: "È stato buffo che il match sia stato fermato proprio quando ho fatto il break, ed è vero che io vengo dal Texas: per me non faceva così caldo. Una volta, per dire, ho giocato in Cina in un Challenger a 51 gradi. Detto questo, però, il regolamento è stato fatto per proteggere noi atleti: la stagione è lunga, è giusto che sia così".
E allora: ieri allenamento leggero sui campi appartati del National Tennis Center, dove nessuno poteva entrare. Ma negli spazi lasciati dalle grate della cancellata si è visto Jannik scambiare palle con il suo coach Vagnozzi, sotto gli occhi di Cahill. In pratica, come appunto quando c'è da stare tranquilli, in famiglia, per recuperare. Forza Jannik ha gridato da fuori un tifoso che passava di là, lui ha sorriso. L'Italian Day lo attende.
Perché c'è una sfida tutta azzurra proprio nel giorno di festa nazionale australiana: dopo Musetti contro Fritz (match disputato nella nostra notte), ecco il derbone sulla Margareth Court Arena, non prima delle 8 della nostra mattina. Luciano sta facendo faville, lo dice anche Jannik: "È un giocatore che sa fare un po' tutto. Sta servendo molto bene, gioca tutti i punti, è uno che combatte: ha tante qualità e quindi sarà una partita molto interessante. Io cercherò di alzare il livello: darò tutto, e se va male pazienza".
E tra l'altro Darderi è stato protagonista di un siparietto bizzarro: invitato dalla Tv australiana dopo il match vinto contro Kachanov, alla prima domanda ha risposto con un urlo lancinante, colpito ebbene sì da un crampo pure lui. Capito linguacce?