Un sospetto positivo "infetta" il D-Day della A che vuole ripartire

Il Bologna ha segnalato un possibile caso nello staff. Se confermato, squadra in quarantena

Un sospetto positivo "infetta" il D-Day della A che vuole ripartire
Dal sito bolognafc.it

Cantava Renzo Arbore: vengo dopo il tg. Il ministro Vincenzo Spadafora, che dell'artista foggiano dev'essere un ammiratore, vuole arrivare in tempo per entrare in uno dei tg della sera. Il summit tanto atteso con Gravina e Dal Pino è stato infatti fissato alle 18.30 in video-conferenza. La probabile conclusione, con l'annuncio relativo sulla data e sulle modalità televisive della ripresa del calcio di serie A, finiranno quindi in una delle più seguite vetrine della Rai. L'attesa è stata in parte rovinata dalla notizia proveniente da Bologna dove è stato segnalato un sospetto positivo tra i componenti dello staff tecnico di Mihajlovic, impegnati negli allenamenti collettivi. Il club ha comunicato che in caso di conferma (secondo tampone) tutto il gruppo rimarrà in ritiro-quarantena a Casteldebole, compreso il tecnico. Sul tema, delicatissimo, si è riaperto l'antico dibattito tra il comitato tecnico scientifico (leggi Brusaferro) e la Lega di serie A che ha spedito nei giorni scorsi a Spadafora nuove linee guida. Queste ultime prevedono, nel caso di un positivo del team, la segnalazione al medico Asl e l'eventuale ricorso a tamponi ogni 48 ore per evitare l'isolamento collettivo. Nel caso queste linee non dovessero venire accolte, un caso come quello di ieri del Bologna potrebbe pregiudicare la ripresa. Il prof. Enrico Castellacci, medico della Nazionale di Lippi campione del mondo, sul punto ha espresso il suo scetticismo: «Sono convinto che il campionato ripartirà, non sono convinto che si concluderà».

Dal resto d'Europa i segnali in arrivo sembrano invece confortare la svolta italiana di questa sera: il collega spagnolo di Spadafora ha addirittura avanzato l'ipotesi di aprire al pubblico la Liga della prossima stagione; la Grecia ha fissato al 6 giugno la ripresa e dall'Inghilterra è arrivato il via libera agli allenamenti di squadra. In gioco, per il calcio italiano, non c'è un semplice sì ma la sua sopravvivenza. In un intervento al Think Magazine dell'Osservatorio economico, Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, ha sintetizzato le cifre più significative della filiera. «Se non si riparte subito, il danno sarà irreparabile: 500 milioni di euro. Occorre difendere i 100mila lavoratori, 1,4 milioni di tesserati e 4,7 miliardi di fatturato» il suo accorato appello. In materia di contratti e ricavi, c'è anche l'altra sfida che riguarda da un lato Lega di serie A e Sky e dall'altro il ministro Spadafora che ha l'obiettivo di regalare diretta-gol in chiaro ai tifosi italiani (ma bisognerà azzerare gli effetti della legge Melandri). Qui ci sono alcuni sviluppi da segnalare. Primo: ieri il legale incaricato dalla Lega, avvocato Vaccarella, ha fatto partire l'ingiunzione di pagamento alla pay-tv di Rogoredo, a dimostrazione che i presidenti non hanno alcuna intenzione di mollare la presa. Secondo: l'eventuale diretta-gol chiesta da Spadafora, qualora fosse possibile in forza di un decreto, sarebbe molto parziale per via degli orari. Infatti il format preparato dal consiglio di Lega ha previsto la concentrazione di più partite da far ruotare nella trasmissione durante lo slot delle 19.15, mentre alle 17 e alle 21.30 ci sarà partita secca. Sull'orario del pomeriggio, nonostante lo spostamento dalle 16 alle 17, Calcagno, vice di Tommasi nel sindacato calciatori, si è dichiarato, tanto per cambiare, contrario.