Spaghetti e Kiwi, la battaglia in mare è un lungo romanzo tra odio e amore

Alleanze, sconfitte, imboscate e tradimenti: ecco cosa sta dietro la rivalità ventennale tra Luna Rossa e lo scafo neozelandese

Spaghetti e Kiwi, la battaglia in mare è un lungo romanzo tra odio e amore

Luna Rossa contro New Zealand: la guerra per la Coppa America vede in questi giorni uno contro l'altro due team che hanno condiviso il grande palcoscenico della vela da protagonisti per oltre venti anni. Luna Rossa è nata nel 1997 in vista della Coppa del 2000, New Zealand ha partecipato per la prima volta nel 1987 con una barca e un equipaggio già allora fortissimo che, con timoniere Chris Dickson, aveva vinto tutte le regate prima dell'incontro con Stars & Stripes nella finale selezione sfidanti. In quella edizione, comunque, sono cominciati gli scontri dei kiwi con gli italiani: nei Round Robin c'erano la lentissima Azzurra, ombra di quella che quattro anni prima aveva incendiato la italica passione dando nome a bambine e pizzerie. C'era Italia, più consistente ma non priva di peccati di gioventù: la seconda barca destinata alle regate era finita sotto la gru il giorno del varo e i fratelli Chieffi si erano dovuti accontentare della prima e più lenta.

Nel 1992 a San Diego i kiwi le presero dal Moro di Venezia, poi nel 2000 il primo grande scontro con Luna Rossa, la prima di quattro volte due per il Match e due per la finale sfidanti. Racconta Paul Cayard: «Il giorno in cui Luna Rossa ha battuto America One nella finale della selezione sfidanti ero molto triste. Ero convinto che il Challenger uscito dalla Louis Vuitton Cup sarebbe stato decisamente più veloce del Defender. Quando ho visto che Luna Rossa era più lenta mi sono messo il cuore in pace. Avrei perso anch'io». Il Match del 2000 che apriva il grande spettacolo dello sport mondiale del terzo millennio finì con un punteggio severo: 5 a 0 a favore di New Zealand, con Luna Rossa mai davanti se non per un primo brevissimo brivido nella bolina della seconda regata. Un dominio degli All Black, un po' quello che i kiwi si aspettavano di vedere in questi giorni.

Luna Rossa e Emirates Team New Zealand sono di nuovo di fronte nel 2007 a Valencia per la finale Louis Vuitton: James Spithill è il timoniere della barca italiana e ha appena fatto polpette del neozelandese Chris Dickson a bordo di Oracle. La barca neozelandese è guidata da Dean Barker e Terry Hutchinson che in questi mesi abbiamo ritrovato assieme su American Magic. I nostri eroi spendono tanto contro gli americani e i kiwi hanno vita facile, vincendo con un altro 5 a 0. Tra i team si stabilisce però una amicizia sportiva, che li porta a essere vicini fino alla vigilia di questa edizione della Coppa, quando hanno iniziato a litigare senza confini, per particolari talvolta poco sostanziosi.

Nel 2013 a San Francisco i due team sono alleati: Luna Rossa condivide il disegno di New Zealand e una parte dello sviluppo (il Protocollo di allora lo consentiva), per i kiwi una forma di finanziamento, per i nostri un risparmio di tempo «siamo qui per imparare, non per vincere» era il leit motiv delle dichiarazioni. In ogni caso Luna Rossa e Team New Zealand si incontrano nella finale sfidanti che finisce 7 a 1 per i kiwi, lanciati verso la più clamorosa sconfitta della storia, rimontati e sconfitti da Oracle con Jimmy Spithill al comando. Per la edizione del 2017 alle Bermuda Luna Rossa parte alla grande e mette in piedi un sindacato forte che inizia subito a lavorare. Inciampa però in una trappola di Oracle che, complici gli altri Challenger, all'improvviso cambia il format delle barche, passando dai 65 piedi che Luna Rossa aveva già quasi costruito (come aveva fatto il team inglese) a 50. Patrizio Bertelli si infuria, di ritira e decide di aiutare Team New Zealand a vincere. I kiwi si prendono uomini tra cui Max Sirena, idee tra cui quella dei ciclisti, lo sponsor Pirelli. Il patto è, in caso di vittoria, di rendere Luna Rossa il Challenger of Record e poi lavorare insieme per riportare la Coppa ai monoscafi e a uno spettacolo mondiale.

Missione poco riuscita: i neozelandesi non si sono rivelati gli amici che sembravano e usano tutto il loro potere per vincere ancora una volta. E adesso è guerra, con valori livellati come non sono mai stati.

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