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Partita del mondo

Stasera tra Bleus,17 atleti d'origine africana, e Marocco,19 nati all'estero e 6 Oltralpe, una sfida geopolitica, storica, sociale e culturale Francia in allarme. Alert anche in Italia

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Francia-Marocco non è soltanto una partita di calcio, è una faglia geopolitica, sociale e culturale che si riapre a ogni fischio d'inizio. Stasera, ore 22 per noi, vale un posto in semifinale mondiale, ma sul prato del Gillette Stadium di Boston sfilano secoli di storia coloniale, flussi migratori e destini incrociati che infiammano le periferie di Parigi e le piazze di mezza Europa. Nel Marocco del ct Ouahabi, 19 dei 26 convocati sono nati all'estero e tra questi, 6 sono nati in Francia. Per loro questa sfida non è contro una nazione straniera, ma contro la terra che li ha svezzati e formati, trasformando 90' di sport nell'ennesimo capitolo di una complessa e tormentata ricerca d'identità. Favorita la Francia, in cui 17 convocati hanno origine africana (ma nessuno in Marocco). Attenzione però ai Leoni dell'Atlante. È la rivincita a 4 anni di distanza della semifinale di Qatar '22. Vinsero i Bleus, con arbitraggio contestato. Stavolta dirige un argentino (Facundo Tello), curiosa risposta della Fifa al francese Letexier che ha arbitrato l'Argentina contro l'Egitto, e sappiamo quante polemiche ha generato. I Bleus giocano in verde pallido, come contro la Norvegia, il Marocco con la tradizionale maglia rossa. Francia col solito dubbio Barcola-Doué, più l'incertezza legata alle condizioni di Tchouaméni (pronto Koné). Marocco senza Saibari, infortunato. Respinto il ricorso francese per cancellare l'ammonizione a Olise, che gioca quindi da diffidato. Non risultano telefonate di Macron a Infantino.

Fra i 6 giocatori del Marocco nati in Francia, oltre al romanista El Aynaoui, c'è il 18enne Ayyoub Bouaddi, stellina del Lille, che fino a marzo era il capitano nell'Under 21 francese, ma che il 26 maggio ha esordito fra i Leoni dell'Atlante. Lui come altri 6 stranieri tesserati nel giro di 2 settimane. Paradossi mondiali, ma anche la prova della forza della federazione marocchina: idee, progetti e denaro. Nel 2030 il Marocco sarà fra i co-organizzatori della Coppa del Mondo.

Francia-Marocco è il punto di collisione tra due mondi che si portano dietro un carico emotivo e storico pesante. Il Marocco è stato un protettorato francese dal 1912 al 1956. Quella storia non si cancella con un colpo di spugna. La Francia ospita circa un milione e mezzo di cittadini di origine marocchina. Molti di questi ragazzi vivono nelle periferie delle grandi città, si sentono francesi sulla carta d'identità, ma marocchini nel cuore e nelle radici, spesso vivendo sulla propria pelle il peso dell'emarginazione sociale. Quando le due Nazionali si affrontano, la tensione sociale che si accumula in quelle periferie si scarica tutta insieme.

Ecco perché imponenti misure di sicurezza, dal coprifuoco per gli under 16 alla chiusura totale della metropolitana, sono state predisposte per oggi a Parigi e nelle principali città francesi. Preoccupazione anche nel resto d'Europa, Milano compresa.

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