Quattro gol in campionato, l'ultimo dei quali domenica scorsa in casa contro il Verona. Al termine di una stagione cominciata ai margini per questioni contrattuali, con in mezzo un infortunio che lo ha tenuto ai box per mesi, Dusan Vlahovic può essere considerato l'uomo della provvidenza: stasera, a Lecce contro la squadra di Di Francesco in piena corsa per evitare la retrocessione, l'attaccante serbo "potrebbe anche essere titolare Spalletti dixit ma non carichiamolo di troppe pressioni".
A qualcuno però la Juve deve aggrapparsi, per raggiungere la qualificazione alla prossima Champions e per mandare in archivio con un mezzo sorriso l'ennesima stagione senza arte né parte: battere Lecce, Fiorentina e Torino le garantirebbe matematicamente l'agognato traguardo, qualunque altro scenario sarebbe pericoloso e rimetterebbe in gioco Roma e Como. Poi, si penserà a un restyling che secondo alcuni potrebbe essere corposo e secondo altri meno: "Faremo delle aggiunte, ma la maggior parte della Juventus resterà questa ancora Spalletti, evidentemente intenzionato a fare sentire ancora tutti i suoi giocatori parte del progetto -. Si può crescere in tutto, l'unica cosa non allenabile è la presunzione". Che stasera andrà evitata, pena cocenti delusioni come quella patita allo Stadium contro il Verona: "In settimana abbiamo sofferto e provato dolore Dobbiamo andare a Lecce e ribaltare il campo, spaccare la monotonia con gas a tavoletta: bisogna prendere dei rischi, non gestire.
Tutto è nelle nostre mani: ci sono momenti che fanno la differenza e ogni tanto ce li siamo persi". Questione di dettagli, di personalità e di attenzione spesso mancata, talvolta proprio contro le piccole. Guarda caso, all'andata contro il Lecce finì 1-1, con tanto di rigore sbagliato da parte di David.