Stranieri, Campionati e stadi: la rivoluzione di Tavecchio in 3 mosse

Al via la riforma ( si spera) del nostro calcio. Tre le priorità individuate

Conte e Tavecchio,gli alfieri del nuovo corso

Le indiscrezioni che erano trapelate nelle ultime ore stanno trovando conferma attraverso i diretti interessati. La serie cadetta, a detta di Abodi, presidente della Lega che riunisce le squadre partecipanti al campionato di B, troverà infatti il sistema per riuscire a portare il campionato da 22 a 20 partecipanti. Tuttavia le riforme che Tavecchio vuole portare a concretizzarsi andranno ad incidere anche sulla composizione dei campionati di Serie A e di quella che una volta era la Serie C e che ora si chiama Lega Pro. La Serie A del futuro dovrebbe, nelle intenzioni del numero 1 di Via Allegri, essere a 18 squadre, con la possibilità, addirittura, di scendere a 16.

Le altre riforme in cantiere riguardano la presenza degli stranieri nel calcio italiano. Tavecchio ha deciso di puntare sull'introduzione dell'obbligo per le compagini professioniste di schierare almeno quattro atleti nostrani nell'undici iniziale, per poi arrivare ad imporne sei dalla stagione successiva. Inoltre, il Presidente FIGC vorrebbe creare un organo simile a quello attivo in Premier League, il quale avrebbe il compito di decidere sull'ammissione o meno di un atleta non comunitario nel nostro massimo campionato. Nelle intenzioni di Tavecchio queste riforme dovrebbero diventare operative entro pochi mesi, in modo che i campionati del prossimo anno inizino già sotto i nuovi regolamenti.

Per quanto riguarda i giocatori comunitari invece, viste le difficoltà a porre un tetto (la normativa europea verrebbe violata in un caso del genere) pare probabile che il mondo del calcio chiederà l'intervento del Governo, con cui sarebbero già in corso dei contatti informali anche relativamente alla questione legata all'ammodernamento degli stadi.