Gli studenti-atleti ai tempi del Covid. La prova della Dad per il sogno olimpico

La Pilato a gennaio ha seguito le lezioni in remoto da Budapest. Piller Cottrer jr. in presenza per i laboratori di falegnameria

Gli studenti-atleti ai tempi del Covid. La prova della Dad per il sogno olimpico

È passato più di un anno, quei progetti per il futuro se ne restano in un limbo. Tra l'insicurezza per un avvenire tutto da scrivere e la speranza che un giorno si possa tornare alla normalità. Il domani dell'Italia è fermo a fine febbraio 2020, quando le prime Regioni colpite dal virus inaugurarono la nuova normalità della didattica a distanza. All'inizio di marzo 2021, con l'ultima stretta di fronte all'ennesima ondata, il 73% degli 8,5 milioni di scolari si sono ritrovati chiusi in casa. Come se il tempo fosse trascorso invano.

Tra questi anche gli studenti-atleti di alto livello, divisi tra i libri e lo sport agonistico con i sogni di una brillante carriera. Se tra gli universitari la Dad è arrivata per restare, tra gli sportivi liceali ci sono stati più stop and go in base ai cambi di colore delle rispettive regioni. E nonostante tutto due studentesse-promesse del palcoscenico italiano hanno conquistato la loro prima Olimpiade nell'anno più difficile: la sedicenne Benedetta Pilato nel nuoto agli assoluti di Riccione e la diciottenne Larissa Iapichino nel salto in lungo agli assoluti indoor di Ancona. E allargando l'orizzonte ai Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, il diciottenne figlio d'arte Fabio Piller Cottrer ha cominciato la sua rincorsa con un argento ai Mondiali giovanili di biathlon.

Conciliare studio e sport ad altissimi livelli si può. E la stessa Iapichino non vuole cedere su nessun fronte: «Dopo maturità e Olimpiadi mi iscriverò a Giurisprudenza a Firenze. Non so ancora se scegliere magistratura o libera professione, ma di certo seguirò le orme di mio zio Alex, il fratello di papà, che lavora in Inghilterra e ha frequentato grandi studi internazionali». Per l'erede di Fiona May, studentessa del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, la ricetta è una sola: «Con la scuola serve organizzazione e pianificazione. Papà Gianni mi aiuta a rispettare i tempi, va anche a fare la spesa per far sì che dopo le lezioni io possa correre agli allenamenti. E alla sera, se serve, studio fino a tardi». Come lei anche Benedetta Pilato può aderire alla pianificazione delle interrogazioni e dei compiti in funzione degli impegni agonistici. La ranista pugliese è iscritta al secondo anno del liceo scienze applicate Principessa Maria Pia di Taranto, vanta la media dell'otto e sogna di fare il medico: «Credo che senza la conoscenza e la cultura non ci sia la forza per vincere medaglie. Gli insegnamenti dei miei genitori sono stati molto preziosi». La Pilato a gennaio per 40 giorni di fila ha fatto la studentessa da remoto da Budapest per poter partecipare alle finali dell'International Swimming League.

Piller Cottrer junior studia all'istituto professionale Enrico Fermi di Santo Stefano di Cadore: «Ho scelto la specializzazione in falegnameria, ma con la Dad si fa molta fatica a seguire. Per fortuna almeno il mercoledì vado a scuola per le lezioni di progettazione e laboratorio, che non si possono fare a distanza. I miei genitori ci tengono molto, vogliono che io finisca la scuola per avere un diploma. Milano-Cortina? Per ora è solo un sogno, ma è anche il mio primo obiettivo in carriera».