Subito il martello Conte: sudore e regole

Accordo col Cagliari per Barella. Ancelotti su Icardi: «Lo apprezzo, nient'altro»

Il martello Conte inizia a picchiare all'alba. Alle otto di ieri mattina l'Inter era già in campo per il primo allenamento nel ritiro di Lugano. Blindato. Come vuole la tradizione del nuovo allenatore nerazzurro. Che ha sempre eretto un muro sulle sue gestioni. Per tenere al riparo da occhi indiscreti gli allenamenti, ma non solo. L'approccio di Conte è stato subito tosto, vuole proteggere la sua prima Inter, lavorare in tranquillità nella prima fase, anche se il gruppo è largamente incompleto, compresi due esuberi del calibro di Nainggolan e Icardi. Anche se ieri la settimana si è aperta con un principio di accordo con il Cagliari: 45 milioni per Barella, da definire le modalità di pagamento.

Però è importante sintonizzare subito la truppa sui concetti espressi in conferenza stampa dal nuovo allenatore interista. Prima di scendere in campo per l'allenamento pomeridiano c'è stata una chiacchierata. Con ogni probabilità a tenere banco il codice Conte: il rispetto e l'educazione alla base di tutto. Indispensabili, perché se alla maglietta sudata ci pensa il marine Antonio Pintus (il preparatore atletico), alla tattica e alla disciplina ci pensa l'allenatore salentino, la cui attenzione ai dettagli è stata fin da subito maniacale.

A Lugano ieri è arrivato Steven Zhang, la cui assenza alla presentazione di domenica non era passata inosservata. Il presidente nerazzurro ha seguito a bordocampo l'allenamento serale, ma non si è fermato a cena con Conte.

Che dopo Barella per il centrocampo, aspetta rinforzi in attacco. Un assist per Dzeko è arrivato da Roma alla presentazione di Fonseca: «Non ho ancora parlato con lui, ma voglio giocatori felici di stare qui». Per un Dzeko in entrata, c'è Icardi già fuori, anche se ieri ha postato una foto da Lugano quasi a dire: «Sono ancora qui». Dell'ex capitano nerazzurro ha parlato Carlo Ancelotti: «C'è apprezzamento per il giocatore, ma niente di più». Anche perché su Icardi c'è la Juventus, che rimane la destinazione preferita. Icardi o non Icardi, Ancelotti aspetta James Rodriguez («cerchiamo qualità e il colombiano ce l'ha») di una cosa è convinto: «Ci siamo rinforzati, vogliamo battere la Juve. Alziamo l'asticella».