Bufera sui Giochi: chi sono gli atleti senza mascherina

Kirghizistan e Tagikistan hanno sfilato con diversi atleti senza mascherina durante l'inaugurazione di Tokyo 2020. Il Cio attacca: "Provvedimenti contro chi non rispetta le regole"

Bufera sui Giochi: chi sono gli atleti senza mascherina

Tokyo 2020 è appena incominciata e già nascono le prime polemiche legate alle mascherine per proteggersi dal coronavirus. Dopo aver visto sfilare alcuni atleti senza la protezione durante la cerimonia d'inaugurazione, il Cio ha alzato la voce e minacciato di prendere seri provvedimenti sia verso gli atleti stessi che verso gli staff se non si adatteranno a tutte le normi vigenti per evitare contagi da Covid-19 a tappeto.

La ricostruzione

Gran parte degli atleti di due nazioni, Kirghizistan e Tagikistan, infatti hanno marciato senza la mascherina. Compresi i rispettivi portabandiera Kanykei Kubanychbekova e il nuotatore Denis Petrashov, e Tafur Rakhimov. Non solo, perché anche i due portabandiera del Pakistan, Khalil Akhtar e Mahoor Shahzad, non hanno indossato la protezione durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi più anomale di sempre senza pubblico sugli spalti (la cosa più bella ed emozionante per un atleta).

L'Italia, dal canto suo, con 378 atleti (mai così tanti) ha sfilato per 18esima e durante la cerimonia tutti gli atleti hanno indossato correttamente la mascherina.

Il regolamento in vigore ai giochi olimpici, però, parla chiaro dato che tutti gli atleti e non solo hanno l'obbligo di indossare la mascherina in ogni momento in tutti i luoghi ad eccezione dell’allenamento, della gara, ma anche ovviamente mentre si mangia, si beve e durante le interviste pre e post competizione. Vero è che agli atleti è stato concesso di poter rimuovere la mascherina all'aperto a patto che ci siano almeno due metri di distanza.

L'appello

"È davvero importante trasmettere costantemente messaggi per ricordare alle persone quanto sia importante seguire le regole di distanziamento sociale, usare gel per le mani e indossare maschere”, queste le parole di Christophe Dubi, direttore esecutivo del Cio per queste travagliate Olimpiadi. "Questo è stato ripetuto ieri e continueremo a ripeterlo. Se hai comportamenti palesi contro le regole fissate, prenderemo sicuramente provvedimenti, ma per ora iniziamo con l’informazione e la ripetizione di queste informazioni in modo da non vedere troppe persone senza mascherine", il suo intervento finale a ribadire un concetto fondamentale per evitare possibili focolai che metterebbero in pericolo la salute degli atleti e di tutti gli staff.

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