Milan a tre punti dall'Europa

I rossoneri battono il Catania: quarto successo consecutivo. L'Inter espugna Marassi. E stasera c'è Udinese-Juventus

Milan a tre punti dall'Europa

Più difficile e complicato del previsto. Il Milan ha vinto, con un risicato 1 a 0, senza mai stregare l'occhio. Montolivo, il capitano, escluso da Seedorf secondo le voci della vigilia e poi riammesso a corte con saggia decisione (benedetto il suggeritore) ha portato a casa quei tre punti che possono ancora legittimare inseguimenti europei. Già perché il Milan è risalito in classifica scavalcando Atalanta e Verona, raggiunto nel frattempo Lazio e Toro a quota 48, posizionandosi a soli tre punti dalla zona che equivale all'Europa league. Poco ispirato il Milan, frutto forse anche di uno scombinato piano tattico che di fatto ha alterato equilibri consolidati: le sue muse d'attacco, Taarabt e Kakà, non sono riusciti a firmare le giocate più attese, Balotelli di conseguenza ha dovuto attendere qualche punizione per sprigionare il suo talento balistico. È rimasto a luccicare il risultato, non certo il gioco. Ma sabato prossimo, approfittando di due scontri diretti (Parma-Inter e Lazio-Toro), il Milan può fare un altro balzo in avanti. Onore e merito al Catania, condannato dai numeri ma non dal gioco e nemmeno dalla prestazione: ha dimostrato che si può scendere in B anche con orgoglio. Nel deserto di San Siro (metà degli abbonati rimasti a casa), il giallo dello schieramento. Già perché ad ascoltare le voci provenienti da Milanello, l'orientamento di Seedorf prevedeva il sacrificio di Montolivo, il capitano designato da Berlusconi, per motivi sconosciuti ai più, a favore di Poli con Birsa vice Honda. Prima dell'arrivo a San Siro, poi l'olandese deve aver ascoltato il saggio consiglio proveniente da un autorevole esponente del club e corretto al volo la formazione sacrificando Birsa per far giocare Poli nel trio di mezze punte ma senza rinunciare a Montolivo, l'unico dotato di compasso e squadra. Poiché il calcio è capace di regalare strepitose suggestioni, a metà della prima frazione, non molto ispirata da parte del Milan, è toccato proprio a Montolivo schiodare lo 0 a 0 con uno di quei suoi traccianti da distanza notevole (28-30 metri) che hanno colto impreparato il portiere del Catania. Il comportamento successivo di Montolivo è parsa una conferma ai boatos raccolti dai cronisti: si è girato spalle rispetto alla panchina festeggiato dai suoi sodali. Alla fine è risultato il migliore dei suoi, il più utile e decisivo anche.

A dare una occhiata, nemmeno molto distratta al Catania, è difficile riconoscere in questa squadra dalle geometrie consolidate, una candidata ormai scontata alla retrocessione in serie B. Barrientos, per citare un paio di episodi significativi, dapprima ha chiamato Abbiati a una paratona in apertura di tempo, poi si è lasciato murare da un paio di rossoneri mancando così il facile e scontato 1 a 1. In cambio, ha subito gol al primo tiro in porta del Milan: ci fosse Mazzarri, al posto dell'esordiente Pellegrino, la chiamerebbe sfortuna sfacciata! Poli, posizionato inizialmente a sinistra, è sembrato un pesciolino fuor d'acqua, Taarabt dirottato a destra, ha impiegato troppi metri per avvicinarsi in modo pericoloso alla porta catanese: così Seedorf è stato costretto a modificare in corsa anche le posizioni di Kakà e del marocchino per dare una senso più razionale al gioco che non è decollato e non ha promesso granchè anche perché nella serata Kakà è riuscito a sbagliare, contro le solite abitudini, due-tre rifiniture. Il Catania "che non muore mai", definizione perfetta di Seedorf, è riuscito nell'impresa di tenere il Milan sulla corda fino alla fine, costringere l'olandese ad allacciare le cinture di sicurezza (Abate al posto di Poli, Emanuelson invece di Constant, 4-4-2 per capirsi) richiamando Abbiati (sulla punizione di Lodi) alla seconda prodigiosa parata della serata.

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