È un'Italia in testa e coda. Pecco davanti in pole, Rossi e Dovi dietro a tutti

Dopo Aragon, anche a Misano Bagnaia in vetta e stordisce Quartararo. Vale e Andrea, così no

È un'Italia in testa e coda. Pecco davanti in pole, Rossi e Dovi dietro a tutti

È festa italiana a Misano con Pecco Bagnaia che firma la pole e il record del tracciato con un crono di 1'31.065 seguito dall'altra Ducati ufficiale dell'australiano Jack Miller con Fabio Quartararo, terzo, su Yamaha.

Pilota della VR46 Academy, l'allievo di Valentino Rossi è pronto a diventarne l'erede. «È impossibile uguagliare il Doc per i suoi risultati, ma mi piacerebbe far divertire il pubblico in gara. Sarebbe bello avere un giorno un popolo giallo che mi segue e supporta», confessa il torinese, classe 1977. Dopo la vittoria ad Aragon, la prima nella classe regina per Bagnaia, gli occhi dei ducatisti sono tutti su di lui.

«Nelle ultime due piste abbiamo fatto la differenza: questo ci inorgoglisce e ci ripaga di tutti gli sforzi che facciamo per essere a questi livelli», dichiara con fierezza Gigi Dall'Igna, direttore generale di Ducati. «Pecco Bagnaia è come Giotto visto come fa le curve».

«La mia squadra sta lavorando alla perfezione. Rispetto alla gara di domenica scorsa non abbiamo toccato nulla», sorride Pecco Bagnaia, forte del recente successo, «in qualifica sono partito dietro, perché non volevo che qualcuno sfruttasse la mia scia. È andata benissimo, questa è una pista speciale per noi». Nonostante il dominio Ducati (quattro nelle prime cinque posizioni), i fan che affollano le tribune sono però un'unica, grande marea gialla. Anche se Rossi scatterà oggi dall'ultima fila affiancato dal nuovo compagno di squadra Andrea Dovizioso, il tifo è tutto per lui.

«Pecco ha il passo giusto per vincere la gara. È fortissimo su questo circuito tecnico. Se è lui il mio erede?» Valentino si sofferma un attimo: «Sia lui che Morbidelli saranno i favoriti per il titolo il prossimo anno, Pecco potrebbe riuscirci già quest'anno. Sì, sono loro gli eredi». Quanto alla coppia BagnaiaDucati, Rossi sottolinea «un pilota italiano su moto italiana. È il massimo per i nostri tifosi. È come avere la Ferrari a Monza in pole position con un pilota italiano».

È stato un sabato da dimenticare invece per Rossi, caduto per ben due volte. La seconda scivolata durante le Q1 è stata determinante per il risultato così Valentino non è andato al di là del penultimo tempo, 21°, con 131 millesimi di vantaggio su Dovizioso.

«La prima caduta è stata per un mio errore, mentre in qualifica avevo fatto un buon tempo alla prima uscita, ma volevo migliorarmi ancora ed ho perso il posteriore mentre stavo cercando di fare il terzo giro con la stessa gomma. È un peccato, perché correre a Misano è sempre una festa».

Come da tradizione per il GP di San Marino a Misano Valentino Rossi ha sfoggiato un nuovo casco disegnato da Aldo Drudi: con un bel fiocco rosa dedicato alla bimba che la sua compagna Francesca Sofia Novello sta aspettando e una citazione da Il Nastro Rosa di Lucio Battisti: «Chissà, chissà chi sei. Chissà che sarai. Lo scopriremo solo vivendo».

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