Vinci-Pennetta, è derby Puglia E il tennis trema per Federer

Roberta, tarantina, contro Flavia brindisina. Vale la semifinale Roger inguardabile. Ko in 3 set contro Robredo. Meglio si ritiri?

Vinci-Pennetta, è derby Puglia E il tennis trema per Federer

Nel giorno in cui il derby fra Vinci e Pennetta assicura al tennis azzurro un posto in semifinale allo Us Open per il secondo anno consecutivo, la stampa americana si divide sul futuro di Federer uscito malamente di scena. Lo svizzero, sconfitto in tre set (7-6 6-3 6-4) dallo spagnolo Robredo al quale aveva concesso le briciole nei 10 precedenti, ha destato stupore nel pubblico per la mancanza di carattere, non è da lui, e i 45 errori non forzati, quasi un record in 2h e 24'. Al limite dell'umiliazione in un torneo vinto per cinque volte. Il re è nudo e difficilmente riuscirà a rivestirsi. Con grande dispiacere di organizzatori e pubblico, il mitico Roger rischia di uscire dalla top-ten e di mancare la qualificazione al Masters di fine anno. La discesa agli inferi è inquietante dopo i ko in semifinale all'Australian Open, nei quarti al Roland Garros e addirittura nel secondo turno a Wimbledon. Nella Grande Mela, che pure l'adora, ha fatto harakiri agli ottavi perdendo la possibilità di misurarsi con Nadal nel turno successivo. Sarebbe stata una prima assoluta a Flushing Meadows.
E allora? La stampa americana s'è divisa sul suo futuro. Bleacher Report è accorso subito in sua difesa: «Roger deve continuare a giocare anche se quest'anno ha perso da giocatori sconosciuti o quasi, ha vinto solo un torneo e, fatto incredibile dal 2002, chiuderà l'anno senza uno slam. Non deve dimostrare più nulla, quindi non deve ritirarsi, perché dovrebbe privare il popolo del tennis delle sue magie?». Di parere opposto Sports Illustrated: «Non è bello vederlo così conciato, incapace di giocare il suo miglior tennis, neanche a sprazzi. Abbiamo visto il peggior Federer degli ultimi 10 anni. Può cambiare racchetta, avere un giorno in più di riposo, trovarsi un nuovo coach, ma non sarà più quello di prima. Non è un tennista come gli altri, ma da qualche tempo sta giocando come uno qualunque. E il problema non è la schiena. È lento, cerca soluzioni avventurose, meglio che si faccia da parte». Ma gli sponsor vorrebbero che continuasse almeno fino al 2014. E così i vertici del tennis internazionale. Il mondo del tennis non sarebbe più lo stesso senza Federer, un cognome che vale un brand, ma anche un campione che non può vivere di ricordi.

Per l'Italtennis invece è sempre festa. Sarita Errani, alle prese con nuovi e finora inesplicabili grovigli interiori, va fuori al secondo turno? Non importa. C'è la Giorgi che a meno di 22 anni fa paura a chiunque, e la Knapp in ripresa. Ci sono soprattutto Roberta Vinci e Flavia Pennetta che in giornata si daranno battaglia nei quarti per conquistare un posto fra le prime quattro dello Us Open: una tarantina di 30 anni alla ricerca del suo miglior risultato in uno slam contro una brindisina di 31 approdata già tre volte nei quarti di questo torneo. Nelle due città l'attesa è così palpitante che sono stati approntati perfino dei maxischermi. L'anno scorso l'Errani arrivò in semifinale dopo aver battuto, guarda caso in un altro derby, l'amica-rivale Roberta. Per quelle strane combinazioni del sorteggio, la Vinci potrebbe vendicarsi dopo aver superato nei turni precedenti altre due connazionali, prima la Knapp e poi la Giorgi. Invece Flavia ha compiuto una impresa nel turno precedente superando la romena Halep (6-2 7-6), di recente vincitrice di quattro tornei: c'è riuscita grazie a un gioco mirabile (straordinario il rovescio lungolinea) che ha spostato di continuo l'avversaria e alla sospensione per pioggia (quasi cinque ore) che le ha permesso di riprendersi dalla fatica e compiere il sorpasso al tie-break. Comunque vada una bellissima storia italiana, pardon pugliese.