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Vuelta 16° tappa:presentazione percorso e altimetria

È il giorno della tappa regina: cinque salite in 160 chilometri, con arrivo in quota a La Farrapona. Finora i favoriti si sono punzecchiati giocando sul filo dei secondi, oggi potrebbero volare distacchi pesanti e con un attacco da lontano si può far saltare il banco

Alla Vuelta la 15esima, una tappa che si può rivelare decisiva
Alla Vuelta la 15esima, una tappa che si può rivelare decisiva

Eccoci al tappone della Vuelta 2014: da San Martin del Rey Aurelio a La Farrapona sarà un continuo su e giù per cinque colli, dei quali uno soltanto di 2° categoria. Al contrario del trend mostrato fino ad oggi dalla corsa - ovvero prima parte agevole e difficoltà concentrate tutte nella seconda metà di tappa - stavolta si parte con una bella salita posizionata dopo appena 10 chilometri di corsa. L'Alto de la Colladona è un'ascesa di 1° categoria, 7 km complessivi con una pendenza media inferiore di poco al 7%. Salita morbida nella prima parte, nella quale non si supera mai il 6%, e un tratto duro a metà del 10% secco. Il tratto finale ritorna pedalabile fino all'ultimo chilometro, che si increspa all'11%.

Segue la discesa e poi la parte più semplice della tappa, circa 40 km in lieve e costante discesa, quasi a planare verso il secondo Gpm. L'Alto del Cordal è sulla carta il più semplice: 2° categoria, 8 km che oscillano fra il 5% e il 7%. Breve discesa - alla cui conclusione è sistemato lo sprint intermedio di Pola de Lena - e poi la strada punta di nuovo verso l'alto, seguendo le rampe dell'Alto de la Cobertoria, colle di 1° categoria. L'arrampicata misura 10 km, con pendenza media del 9% e punte del 16%; i primi due chilometri sono facili, poi non si scenderà mai al di sotto del 10% se non in vista della cima. La discesa è piuttosto tecnica all'inizio e condurrà verso il fondovalle, dove i corridori troveranno il secondo sprint intermedio di San Martin de Teverga.

Siamo lontani dall'arrivo e sarà difficile che qualcuno attacchi con più di 50 km ancora da percorrere. Dopo il traguardo volante, però, entriamo nella fase calda: il Puerto de San Lorenzo è tosto, 10 km che cominciano in maniera agevole ma che si trasformano da metà in poi in una sorta di "piccolo Mortirolo", con pendenze costantemente superiori al 10%. Se si vuole far esplodere la corsa, questo è il punto più adatto, anche perché la successiva discesa è ugualmente complicata, con molte curve da disegnare cercando di non rallentare troppo. I più timorosi potrebbero arrivare in fondo con un distacco difficile da recuperare. Al termine del Puerto de San Lorenzo non c'è tempo né spazio per riprendere fiato, si torna subito a salire.

La Farrapona è lunga 16 km, ma per i primi 6 sostanzialmente si scherza: pendenze mai oltre il 5%, dunque poco più di un falsopiano da prendere a gran velocità. Il tratto centrale presenta qualche punto impegnativo, ma senza troppa continuità. Le cose si fanno più serie nell'ultima parte, terreno per lo scontro fra i big: dall'8% si sale fino ad arrivare al 12%, e in 4 chilometri abbondanti c'è lo spazio per fare selezione. A togliere ulteriori remore mentali agli uomini di classifica il fatto che domani, finalmente, si riposa, dunque si può spingere a tutta e anche un pochino oltre. Lo spettacolo non dovrebbe mancare. Dopo due settimane di colpi di fioretto, è arrivato il momento di vedere come Contador, Froome, Rodriguez, Valverde e soci se la cavano con le sciabole.

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