Zamparini record: 51 esoneri con 43 allenatori Il caso Via Gasperini, richiama Sannino

di Filippo Grassia
Aldo Cerantola da Loria, provincia di Treviso, deve un pizzico della sua popolarità a Maurizio Zamparini che inaugurò con lui, nell'autunno del 1988, la lunghissima serie degli allenatori esonerati. Ahilui, con quattro sconfitte in altrettante partite, non poteva pretendere altro. L'ultimo della lista è Gian Piero Gasperini, cacciato ieri dalla panchina del Palermo per la seconda volta in poco più d'un mese: se non è da guinness dei primati, poco ci manca. Ma non è da meno il primato dello Zampa che nella sua lunga carriera presidenziale ha totalizzato 51 esoneri con 43 allenatori diversi. In questa stagione ne ha cambiati cinque con Sannino che apre e chiude la filiera in cui hanno avuto una parte Gasperini, Malesani (cotto e mangiato al terzo pareggio) e ancora Gasperini per 2 turni. Dal titolo la coerenza non è un optional, ma utopia allo stato puro. Cucinati a puntino anche i manager, da Lo Monaco a Perinetti. Riecco quindi Sannino a guidare i rosanero ultimi in classifica dopo aver colto un punto nelle prime tre giornate di campionato e per questo liquidato ad interim da Zamparini. Ma non è detto che siamo all'ultimo capitolo d'un libro dall'epilogo ancora sconosciuto. Dietro l'angolo si potrebbero affacciare ulteriori sorprese, basti ricordare che nella stagione passata Pioli fu esonerato alla vigilia del campionato e che poi arrivarono Mangia e Mutti.
La storia ci racconta d'un presidente dalle idee umorali che addebita agli allenatori tutte le colpe, comprese le scelte di mercato di cui lui, Zamparini, è il primo responsabile. Una cosa è avere in squadra Sirigu, Pastore, Migliaccio, Pinilla e compagnia cantando, un'altra ritrovarsi con la rosa attuale. L'avvicendamento di allenatori, moduli e formazioni, promossi e bocciati, non aiuta certo a migliorare la situazione. Sul piano teorico il Palermo vanta ancora qualche chance di salvezza, in fondo il Genoa quart'ultimo è avanti di cinque punti, mica un'eternità. Ma ci vorrebbe un miracolo per cambiare marcia e conquistare almeno 16-17 punti nelle prossime 10 partite, di cui la prima a San Siro contro il famelico Milan di questi tempi.
Se di Zamparini abbiamo scritto tutti il male possibile (ma chi ne potrebbe prendere il posto se non qualche emiro al momento invisibile?), dobbiamo sottolineare la mancanza di dignità di quei tecnici che, pur di continuare a incassare lo stipendio, prendono schiaffi in quantità e vengono usati come pacchi postali. Tutti teniamo famiglia. Figuratevi quindi se poteva dimettersi Sannino che vanta un biennale da 900mila euro netti a stagione. Gasperini ha rescisso il contratto, ma dopo un rientro infelice. A memoria ricordo solo l'onestà intellettuale di Orrico: ci rimise un miliardo con l'Inter di Pellegrini. In altri tempi Guicciardini scrisse: «È da desiderare più l'onore e la reputazione che le ricchezze». Ma non avrebbe mai immaginato l'amoralità d'un calcio fondata sul lavoro. Degli allenatori. Vista la situazione di oggi, con tanti disoccupati in un mercato stagno, prendiamo e portiamo a casa. Tanto i soldi sono di Zamparini che ha sempre pagato a caro prezzo le sue sciocchezze. Sotto questo aspetto un uomo d'onore.

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