Come ogni primavera scendono dalla montagna verso la pianura alla ricerca di uno specchio dacqua per potersi riprodurre. Sono i Bufo bufo di casa in valle Cavallina, nella Bergamasca, rospi comuni come quelli descritti nelle fiabe, custodi di un incantesimo svelabile soltanto dopo il bacio di una principessa.
La loro storia è però vera e si ripete ogni anno tra marzo e aprile. Teneri e indifesi questi anfibi dopo un inverno trascorso nel sottosuolo in letargo, con il primo caldo si radunano in massa e migrano verso il lago di Endine e Gaiano. Lo spettacolo naturale e commovente si può ammirare in queste notti, i rospi percorrono chilometri e chilometri, dai boschi fino alla strada. E qui sta il pericolo, non potendo contare su un semaforo e nemmeno su un vigile, questi buffi animaletti rischiano ogni giorno dessere travolti dalle auto in transito su una arteria trafficata, lunica che attraversa lintera valle. Se ne contano più di ventimila esemplari adulti che nella stagione degli amori praticano il trekking.
I maschi più piccoli, e scansafatiche, vanno in giro in groppa alle loro spose, attendendo il momento in cui deporranno le uova per fecondarle. Ritornano dunque là dove sono nati per dare alla luce i figlioletti. Un bel viaggio di nozze che spesso però finisce in tragedia. Ma la favola non può avere un triste epilogo e così dagli anni Novanta in loro soccorso ci sono i volontari della Comunità dei laghi che partecipano alloperazione Sos Bufo bufo.
Muniti di guanti, pettorine catarifrangenti e torce, un centinaio di guardie ecologiche e altri volontari delle associazioni ambientalistiche, ma anche sensibili cittadini (ce ne vorrebbero come loro), ogni sera sono sulle tracce dei rospetti per impedirne il crudele sacrificio. Insomma i Bufo bufo fanno lautostop e gli amici a due gambe gli danno uno strappo fino al lago.
Il percorso andata e ritorno - è dentro un secchio, non sarà una limousine, ma nessuno si è mai lamentato e soprattutto si ha la certezza di arrivare a destinazione sani e salvi. Lamore verso questi simpatici esemplari nasce anche dalla loro utilità e dallalleanza con luomo. La strage anfibia ha infatti conseguenze molto gravi sullecosistema. I rospi si nutrono di insetti e larve salvando le colture agricole, inoltre sono i principali nemici delle zanzare. Un buon motivo per considerarli, somiglianza a parte, nostri parenti stretti. Nei luoghi della transumanza sono stati posti dei cartelli stradali che invitano gli automobilisti a stare attenti perché potrebbero imbattersi nei rospi in attraversamento.
Questanno lassessore allAmbiente dellente sovracomunale Lorena Boni ha stanziato 45mila euro di fondi regionali per realizzare una barriera nella località Portirone verso Tavernola Bergamasca e di un tratto di strada che sale a Parzanica. Sono state inoltre posizionate delle barricate sperimentali, una sorta di corsia preferenziale, per aiutare lo svolgimento sicuro della migrazione.
Quanta cura questi volontari, angeli custodi della natura a tutela dei futuri girini e delle loro mamme e papà.
Spunta il cartello: «Attenzione, rospi in transito»
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