Stanca: «Pronti a comprare tutti i terreni»

STIPENDI D’ORO Mentre la società chiede agli enti pubblici di ripianare i debiti, contestate dal collegio di vigilanza le retribuzioni dei manager

L’acquisto delle aree su cui sorgerà l’Expo del 2015? Si può fare. Ad assicurarlo l’amministratore delegato Lucio Stanca al termine del consiglio di amministrazione di ieri. «Un passaggio importante - ammette confermando le anticipazioni -. Sono in corso i contatti con il Comune che ha in mano le leve più importanti della trattativa: l’accordo di programma con la definizione dell’area agricola e gli indici di edificabilità». Tutto risolto? Ancora no, anche perché a Palazzo Marino non sembrano così convinti che si tratti di un’operazione economicamente vantaggiosa. «Va trovato un punto di equilibrio tra diverse esigenze. È vero che il preaccordo prevede l’utilizzo dei terreni in comodato d’uso - spiega Stanca -, ma si stanno contattando i proprietari. Nei prossimi mesi si potrà rinegoziare».
Nel frattempo il lavoro procede e la società è costretta a battere cassa chiedendo ai soci un intervento di 7,2 milioni di euro da allocare a riserva straordinaria per ripianare le perdite che a fine anno ammonteranno a 11,6 milioni. Lo scopo è evitare che la società, con le spese che ci saranno di qui a fine anno, possa intaccare il capitale sociale di 10,2 milioni di euro e costringere i soci alla ricapitalizzazione. I soci che detengono il 10 per cento (Camera di commercio e Provincia), dovranno quindi sborsare 1,2 milioni di euro ciascuno, mentre i soci al 20 per cento dovranno versare 2,4 milioni di euro. Resta fuori il governo che ha già versato 5 milioni. Conti alla mano la società oltre al capitale sociale di 10,120 milioni ha ricevuto versamenti dai soci per un totale di 16 milioni di euro. Tenuto conto che si vuole evitare di andare a toccare il capitale sociale, ad oggi le spese sostenute risultano pari a 6 milioni di euro. «Dovreste domandarmi come abbiamo fatto a spendere così poco - replica Stanca -. È normale che in una fase di avvio una società abbia costi così elevati». E c’è anche da dire che i debiti sono dovuti alla natura stessa dell’evento da organizzare, con i costi da onorare subito, mentre gli incassi (biglietti, sponsorizzazioni, merchandising) cominceranno ad arrivare solo a ridosso del 2015, a pochi mesi dall’inaugurazione. Nessuna preoccupazione, perché il presidente di Expo Diana Bracco spiega che «i soci hanno già dato la loro disponibilità. Mentre per il futuro il mondo imprenditoriale ha già mostrato un grandissimo interesse per l’evento». Prossimo appuntamento il 22 ottobre a Parigi con il comitato esecutivo del Bie per fare il punto sull’avanzamento dei lavori. A seguire il 6 novembre Stanca ha invitato il segretario Vincente Loscertales a Milano per illustrargli l’avanzamento dei lavori in vista della registrazione del primo aprile 2010.
Capitolo stipendi d’oro. Grande tensione durante il board di ieri al momento di discutere i criteri per l’emolumento variabile di Stanca e dei manager. I soldi da aggiungere agli stipendi e legati agli obiettivi da raggiungere. Il collegio sindacale ha osservato come non sia possibile accettare che tali parametri siano legati a criteri che rappresentano niente di più di quanto previsto dall’esecuzione di obblighi di legge. Funzioni che ad e manager devono «porre in essere per deleghe affidate o prescrizioni del codice civile». Come a dire che per raggiungere quegli obiettivi uno stipendio lo prendono già. Discussione animata e decisione rinviata.
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