«Stanno distruggendo la mia casa e il mio lavoro»

«Stanno distruggendo la mia casa e il mio lavoro»

Appare quasi come l’ultimo baluardo a testimonianza di quello che era una volta la Valpolcevera e la zona del Diamante. Giusto prima che negli anni ’80 arrivassero la Diga e affini a distruggerne scenario, panorama e ambiente. C’è chi ha voluto resistere e ha investito in un piccolo castello che oggi appare schiacciato, quasi spaventato dalla mostruosa imponenza della Diga che gli sta alle spalle. Ancora peggio, il piccolo castello, dopo tanti espropri di terreni e la sopportazione di mille trasformazioni intorno a sé, oggi si ritrova ad essere schiacciato per davvero ed usurpato di proprietà e diritti. Boutros Boushara, egiziano di nascita ma cittadino italiano da trent’anni, è il proprietario di questa casa indipendente e sta vivendo un autentico calvario per via della realizzazione di un complesso residenziale alle spalle di via Cechov, vicino alla propria abitazione. Le colpe sarebbero della ditta che sta lavorando per completare lo scheletro di un grattacielo che, negli anni ’80, doveva essere realizzato da una società legata ai sindacati di polizia (poi andata in fallimento), quindi passata al Comune di Genova che lo ha venduto pochi anni fa. 6.500 metri quadri di terreno più la zona dell’edificio per 160mila euro in totale. Inutile dire che l’affare non lo ha fatto palazzo Tursi.
Ma quello che sta interessando l’ultimo baluardo sono i progetti in fase di realizzazione che non stanno rispecchiando quelli iniziali, violando anche i parametri stabiliti da piano esecutivo: «Hanno bloccato l’accesso carrabile alla mia proprietà per la realizzazione della strada contravvenendo le convenzioni; costruito una scala esterna che arriva alla nostra abitazione in maniera differente rispetto a quanto ci era stato presentato; così come un ascensore che ci venne proposto e che accettammo e che adesso è diventato un montacarichi». Promesse non mantenute dall’impresa costruttrice ma anche dagli enti locali che stanno facendo orecchie da mercante alle sollecitazioni di Boutros Boushara rispetto alle violazioni: «Sto facendo il giro degli uffici portando tutte le carte, i tecnici vengono a fare sopralluoghi e mi dicono che ho tutte le ragioni del mondo, ma all’atto pratico nessuno ha il coraggio di bloccare il cantiere - racconta -. Sono stato anche dall’assessore Mario Margini che mi ha liquidato in pochi minuti dicendo di non fidarsi di quanto gli stavo esponendo». Boushara, nei fondi della casa, ha anche un’attività imprenditoriale che sta pesantemente risentendo della situazione. Soprattutto della mancanza dell’accesso carrabile
Ma dietro a questo cantiere ecco anche un piccolo scempio ambientale con i detriti dei cantieri spinti in un dirupo che sono arrivati a coprire un pezzo di terreno nel quale Boushara coltivava alberi da frutto. Gli stessi alberi sono stati sradicati dal deflusso delle macerie, così come altri sono rimasti sotterrati: «Non è tutto, quello che mi sta preoccupando di più è la frana in corso proprio a ridosso della mia proprietà dove il terreno si sta spaccando e comincio a temere per l’incolumità della casa».