Caro Vittorio, ad ogni fine ottobre si ripropone la vexata quaestio se Halloween sia una moda americana da noi copiata o se i diritti d’autore almeno una volta spettino a noi europei. Chi ritrova le origini nella saga celtica di Samhain o nella tradizione cristiana di Ognissanti, chi lo accosta al culto latino di Pomona o alla festa siciliana dei morti. A parte i tentativi di attribuirne la paternità, resta il fatto che giocare con la morte per esorcizzarla è tradizione antica: e così in questa giornata ci si traveste e ci si addobba in modo spettrale. Il problema italiano, invece, è che i mostri noi li abbiamo tutto l’anno: tratti somatici e fattezze umane sfigurati dal bisturi, dal silicone o dal botulino, veleni e intrighi da calderone della strega in politica, maghi del consenso in pozione velenosa: la notte di Halloween può essere tollerabile semel in anno, ma diventa terrificante 365 giorni l’anno.
Mauro Luglio
Caro amico, francamente, sapere se Halloween sia un’invenzione americana, celtica o siciliana mi interessa quanto conoscere il nome del primo cretino che si è messo una zucca in testa. La storia è piena di gente che rivendica primogeniture, specie quando c’è da festeggiare senza lavorare. Che poi si debba esorcizzare la morte travestendosi da cadavere, lo trovo persino ragionevole. Per una notte ci si concede il lusso di avere paura per divertimento. Il problema è che in Italia non abbiamo bisogno di aspettare il 31 ottobre per incontrare mostri. Basta accendere la tv e ammirare certe facce, stirate, gonfiate, imbalsamate a forza di bisturi e botulino. Ci sono signore che per dichiarare guerra alle rughe hanno finito per dichiararla alla propria espressione. Ci sono uomini che, dopo tanti ritocchi, sembrano il risultato di una rissa fra un chirurgo e uno pneumatico. E tutti convinti di essere ringiovaniti. Beati loro: io vedo solo la chirurgia plastica che chiede scusa alla natura. In politica, poi, siamo messi peggio. Qui le streghe non hanno bisogno del cappello a punta e i maghi non tirano fuori conigli dal cilindro: tirano fuori promesse, possibilmente prima delle elezioni. Preparano pozioni di consenso, distribuiscono illusioni e, quando il miracolo non riesce, danno la colpa al destino. Il cittadino paga, come sempre, e il mago torna in scena. Dunque, viva Halloween, purché duri una notte. Una zucca illuminata è persino simpatica, una testa vuota che pretende di restare in politica, molto meno. Il vero orrore italiano è che, finita la festa, i fantasmi non spariscono e i vampiri non restituiscono il sangue. E noi, anziché gridare «dolcetto o scherzetto», continuiamo a pagare il conto. Altro che paura della morte: qui ci vuole pazienza per sopravvivere ai vivi.
