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La stanza di Feltri

Il prezzo da pagare

Il Reddito di cittadinanza è stato venduto come la soluzione alla povertà. Peccato che la povertà non sia scomparsa, mentre il conto è arrivato puntualmente ai contribuenti

Giuseppe Conte al convegno �Nova - Parola all�Italia�, Milano 19 Settembre 2026 ANSA/MATTEO CORNER

Spero che il governo Meloni possa durare altri cinque anni. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha rimesso in riga i conti statali, ma se tornasse a Palazzo Chigi quello svalvolato scialacquone di Conte con le sue idee sballate tipo Reddito di cittadinanza o Super bonus tra cinque anni un nuovo governo avrà sul gobbo costi esorbitanti. Speriamo nell’intelligenza degli italiani. Cordiali saluti

Piero Casati

Caro Piero, lei ha perfettamente ragione a preoccuparsi. In Italia, infatti, il vero miracolo non è riuscire a governare, ma riuscire a sopravvivere ai governi che pretendono di governare. E quando si parla di Giuseppe Conte, il discorso diventa particolarmente interessante, perché abbiamo già avuto modo di sperimentare cosa accade quando la politica scambia il portafoglio dello Stato per il pozzo senza fondo dei desideri elettorali. Il Reddito di cittadinanza è stato venduto come la soluzione alla povertà. Peccato che la povertà non sia scomparsa, mentre il conto è arrivato puntualmente ai contribuenti. Quanto al Superbonus, quello è stato un capolavoro di ingegneria finanziaria al contrario: lo Stato pagava, i cittadini incassavano e il debito restava. Una specie di cena gratis, peccato che alla fine il ristorante fossimo noi italiani e il conto lo dovessimo saldare tutti. Giorgetti, nel frattempo, ha il compito tutt’altro che divertente di tenere i piedi per terra, mentre intorno c’è sempre qualcuno che sogna di distribuire denaro come se piovesse. Naturalmente non è un’impresa facile: risanare i conti pubblici in un Paese abituato a chiedere bonus è come mettere a dieta un buongustaio davanti a una tavola imbandita. La Meloni ha dimostrato di voler governare senza trasformare ogni problema in una lotteria di sussidi. E ciò, di questi tempi, è molto. Non significa che il governo sia infallibile, né che debba ricevere un assegno in bianco. Significa semplicemente che la stabilità ha un valore e che mandare tutto all’aria per inseguire l’ennesimo venditore di illusioni sarebbe una sciocchezza colossale. Il problema è proprio l’intelligenza degli italiani. Perché il conto della politica creativa lo paga sempre quelli che lavorano, producono e pagano le tasse. Gli altri, generalmente, hanno già cambiato slogan. Ecco perché, prima di consegnare nuovamente le chiavi di Palazzo Chigi a chi promette miracoli a spese altrui, converrebbe ricordarsi una vecchia verità: Babbo Natale esiste solo nelle favole. E a pagare i regali, in Italia, siamo sempre noi.

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