la stanza di Mario CerviGay o non gay, l'unica lobby buona è quella dei non fanatici

Con riferimento al titolo «Vince la lobby gay» (il Giornale 5/5) vorrei invitarvi a fare attenzione a chiamarla lobby. Io sono gay e non mi sento parte di una lobby, ho cercato di spiegare che sono favorevole alle unioni civili e contrario alle adozioni da parte dei gay o lesbiche sul vostro contatto Facebook. Ma molti utenti mi hanno insultato con vari titoli (malato, pedofilo, finocchio, ricchione, culattone etc.) e dicendo che non avevo nessun diritto (vedi profilo Fb sulla notizia della rimozione della Biancofiore). Ci sono rimasto male non solo perché lettore del Giornale, ma anche per l'ignoranza che regna sovrana su questo tema spesso strumentalizzato dalla sinistra che ne fa un uso commerciale con il Gay pride che, secondo me, fatto in quella maniera è indecente.
Milano

Caro Botta, l'uso dissennato, indecente e vile d'un mezzo di comunicazione come Facebook è stato già da molti e con forza denunciato. Mi limito a citare Enrico Mentana (ma per i personaggi in vista le persecuzioni firmate o anonime sono un incerto del mestiere). Ogni innovazione e ogni conquista di libertà ha risvolti negativi quando non ripugnanti. Le sue posizioni ideologiche ed etiche sono ragionevoli, e meritano un totale rispetto. Non lo meritano invece le escandescenze di ossessi incapaci d'argomentare e capaci soltanto d'insultare. Al problema generale dell'uso scellerato di conquiste che potrebbero e dovrebbero essere di civiltà e di progresso, e diventano conquiste di turpiloquio, si aggiunge nel suo caso il problema dell'omosessualità. Che per fortuna è ormai capita e accettata da ogni cittadino dotato di buon senso, ma che in alcuni continua a scatenare primordiali istinti maschilisti, sentimenti arcaici di repulsione. Colloco me stesso - e colloco lei - tra chi non fa distinzioni, dal punto di vista legale e sociale, tra gay e non gay. Non apprezzo - come lei - le manifestazioni ostentate e aggressive che trasformano l'omosessualità in una bandiera e in un vanto. Rilutto ad ammettere, come lei, le adozioni di bambini da parte di coppie gay. Da discriminare sono gli energumeni degli oltraggi minacciosi. Probabilmente è stato incauto da parte nostra aver scritto di lobby gay perché l'espressione - derivante anche dalle rivendicazioni boriose espresse nei Gay pride - può essere intesa in senso offensivo. Lei fa parte d'una lobby degna di lode, quella dei non fanatici.

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