Le stelle fanno crac: Cage, la Houston e Baldwin in rosso

New YorkAll’inizio della sua fortunata carriera cinematografica, Nicolas Cage aveva cambiato nome. Per non essere accusato di nepotismo, il nipote di Francis Ford Coppola si era lanciato con un cognome preso in prestito da un eroe dei fumetti. Ma il dna della famiglia italoamericana, che a Hollywood era rappresentata dal regista di indimenticabili pellicole da Oscar, Cage non è mai riuscito a toglierselo di dosso: e come lo zio anche lui, nei giorni scorsi, ha dichiarato bancarotta. Se quella dello zio era passata quasi inosservata, nel 1995, mentre girava Il Padrino - Parte III in Italia (rischiando di perdere ville e vigneti californiani), quella di Nicola Cage - attore da nomination grazie al tristissimo e, in qualche modo profetico, Via da Las Vegas - è finita invece su tutti i giornali.
Per pagare i debiti che ha col fisco americano, Cage è stato costretto a vendere sottocosto una lussuosa villa proprio di Las Vegas, sulla principale via dove sono concentrati tutti i casinò. Da lui acquistato per 8,7 milioni di dollari, l’immenso immobile di 1.300 metri quadri (con una sala cinematografica e un parcheggio per 16 auto) è stato venduto, in un solo giorno, per poco più della metà.
L’attore, che è stato sposato con la nipote di Elvis Presley, Lisa Marie, erede dell’immenso patrimonio musicale di Graceland, ha accusato il suo consulente, Samuel Levin, di non aver versato 14 milioni di dollari nelle casse del dipartimento del Tesoro, ma Levin si è difeso dicendo che Cage era «uno spendaccione».
Se a dichiarare bancarotta, in America, sono sempre stati in molti (dal presidente Abramo Lincoln, al re delle macchine Henry Ford, Buffalo Bill, Oscar Wilde, Mark Twain, Marvin Gaye, Elton John, Burt Reynolds, Dino De Laurentiis e lo stesso Walt Disney) la recessione sta colpendo adesso nuovi divi a cui il talento non manca. È il caso di Whitney Houston che, come Cage, aveva affidato la sua immensa fortuna ad un consulente e, di suo, ne aveva sperperata buona parte in droghe. Stessa sorte per Stephen Baldwin, fratello più giovane del celebre Alec. Insieme alla moglie Kennya, Baldwin - protagonista di numerosi reality show - rischia adesso di perdere la sua casa nella campagna di New York e di essere mantenuto dal fratello maggiore. Clamoroso anche il crack di Annie Leibowitz, la più famosa fotografa di Hollywood: secondo il quotidiano New York Post, la 58enne avrebbe accumulato 715.000 dollari di debiti. Infine, nemmeno la mafia riesce a salvare Vittoria Gotti, la figlia del leggendario padrino incarcerato a vita, che si era lanciata nel mondo dei reality show, ma che sarà costretta a cedere la sua villa di Long Island.
Ma com’è possibile che queste star miliardarie finiscano in bancarotta? Evan Bell, consulente finanziario di Hollywood ammette: «Molti agenti suggeriscono ai loro clienti di non leggere le orrende critiche, invece di dir loro che forse non è il caso di correre a comperarsi una villa o una Ferrari». Hollywood può essere una roulette russa per chi ha gusti spendaccioni: se Kim Basinger aveva dichiarato bancarotta dopo aver acquistato un paesino in Georgia, Debbie Reynolds aveva fatto crac con un hotel e un casinò e Michael Jackson con un immenso parco giochi e uno zoo; Burt Reynolds aveva speso 10 milioni di dollari che semplicemente non aveva; il proprietario della casa cinematografica Fox, William Fox, amava gli yacht e le isole private e altri, come Cage, semplicemente si scordano di pagare le tasse.
L’attore di Bangkok dangerous è stato denunciato il mese scorso dalla madre di suo figlio, Weston. Christina Fulton lo vuole trascinare in tribunale per frode e inadempienza contrattuale e ha chiesto 13 milioni di dollari come risarcimento, dopo che Cage le ha intimato di lasciare la casa dove vive attualmente. Come se non bastasse, il dipartimento del Tesoro vanta nei suoi confronti un credito di oltre 14 milioni di dollari. «Nella mia carriera ho pagato più di 70 milioni di dollari in tasse. Mi rimetterò in sesto», ha garantito l’attore. E c’è da credergli: tra marzo e luglio usciranno tre nuove pellicole, in cui Cage apparirà nel suo ruolo preferito, di eroe demenziale, di personaggio fuori dal comune, spesso violento. E mentre sta girando un altro film d’azione, The hungry rabbit jumps, già gli piovono addosso parecchie offerte, perché a Hollywood, anche se negativa, la pubblicità fa vendere.
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