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Lo stile della laguna riflesso nella pura artigianalità

L'azienda veneta, in grande crescita, presenta il suo nuovo e raffinato Redentore Utopia II

Lo stile della laguna riflesso nella pura artigianalità
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Venezianico si conferma una vera e propria case history, uno splendido esempio d'imprenditorialità, portato avanti da due ragazzi di San Donà di Piave, a partire dal 2017. Quell'avventura, cominciata con un'operazione di crowdfunding, già nel 2023, è stata capace di generare una fatturato superiore a 7 milioni di euro e, nel giro di due anni, quel turnover è stato più che raddoppiato, in controtendenza con un periodo di difficoltà per il comparto orologiero a livello internazionale, con riflessi importanti nel nostro Paese.

Nel 2025, infatti, l'azienda dei fratelli Alberto ed Alessandro Morelli ha ottenuto un risultato di oltre 15 milioni di euro, mettendo a segno un +35% rispetto al 2024. Con orgoglio campanilistico, possiamo affermare che si tratta di professionalità squisitamente italiane, messe al servizio di una programmazione precisa e della costante ricerca di soluzioni innovative per cercare la distinzione assoluta dell'orologio Venenzianico. E tutto ruota attorno alla sede di San Donà di Piave: un atelier con sale destinate alla progettazione, agli uffici commerciali e alla vendita, abbinato ad uno spazio adiacente, su due piani, con il dipartimento di logistica, il magazzino, il controllo qualità e l'assemblaggio. La riconoscibilità dell'orologio Venezianico, in un percorso che, come si sarà potuto capire, esalta e proietta nel futuro la straordinaria tradizione del Made in Italy orologiero, oggi è rappresentata dal Redentore Utopia II, evoluzione dell'Utopia I, presentato lo scorso anno, e così riassunto dal CEO Alberto Morelli: "Il movimento Made in Italy non era un esercizio di stile, ma un punto di partenza. Con Utopia II abbiamo scelto di non limitarci a replicare quel risultato, ma di spingere il progetto più in profondità, elevando il livello delle decorazioni e applicando una galvanica in oro 24 carati, per rendere il movimento non solo il cuore tecnico, ma anche il protagonista estetico dell'orologio".

Stiamo parlando del calibro manuale V5001, sviluppo del V5000 (base OISA 1937, manifattura italiana), distribuito su 5 ponti - passante e rifinito étirage per il bilanciere a regolazione inerziale, oscillante a 25.200 alternanze/ora -, ricavati dal pieno e bilanciati perifericamente, e su di uno spessore di 3,5 mm; completano l'insieme 19 rubini, un'autonomia di 60 ore, sistema antiurto Kif Elastor, finiture dei ponti ad Anglage e a Côtes de Genève radiale (platina a Perlage) e precisione cronometrica su di un range giornaliero cronometrico di +/- 3 secondi. Tutto questo è visibile attraverso il vetro zaffiro adattato sul fondello, fissato da 6 viti, dell'Utopia II, in acciaio da 38 mm (8,9 mm di spessore), con lunetta bombata e sfacci lucidi e morbidi sulla carrure, fino alle anse ergonomiche.

D'impatto le due versioni di quadrante Marea, pattern inciso guilloché a mano su di un tornio rose engine del 1850 (Atelier milanese Renzetti), secondo una trama radiale ad onde su tratti ricurvi, a creare riflessi cangianti e caleidoscopici ispirati dalla laguna veneziana: finiture galvaniche in oro (Alpha, cinturino in pelle di vitello) e grafite (Beta, cinturino in pelle saffiano), riferite alle anime, ornamentale e strutturale, di Venezia, percorse da lancette Alpha con indici periferici applicati. Il Redentore Utopia II è una sintesi di idee, tecnica, lavoro artigianale ed appartenenza territoriale.

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