Gli stipendi degli statali cresciuti dieci punti più dell’inflazione

Fiducia in calo anche se i consumi nel 2004 sono lievitati più della media

da Roma

Stipendi più alti per gli statali e consumi in crescita, in particolare quelli dei beni tecnologici. Ma la fiducia degli italiani è ancora troppo bassa. Non è del tutto negativo il quadro del Paese che emerge dalla relazione del governatore per il 2004.
Nelle circa mille pagine divise in due volumi c’è ad esempio un ampio capitolo dedicato al lavoro, con qualche particolare in più rispetto al passaggio letto dal governatore, a beneficio esclusivo del leader della Uil Luigi Angeletti, visto che i segretari di Cgil e Cisl erano assenti. Secondo i dati elaborati dalla Banca d’Italia gli aumenti dei salari del pubblico impiego in 10 anni, tra il 1994 e il 2003, hanno registrato un incremento di dieci punti superiore all’inflazione. Più consistente di circa cinque punti percentuali anche rispetto agli aumenti dei lavoratori privati.
Le retribuzioni lorde delle pubbliche amministrazioni - con la sola esclusione dei militari di leva - sono aumentate del 43,6 per cento mentre i prezzi al consumo nello stesso periodo sono lievitate del 33,6 per cento, dieci punti di meno. Gli aumenti del settore privato si sono fermati ad una media del 38 per cento. «Mentre nel primo quinquennio la dinamica retributiva del settore pubblico è risultata lievemente inferiore a quella del settore privato - è spiegato nella relazione - nel secondo quinquennio il divario è stato di segno opposto e di maggiore entità. Anche nel 2004 la dinamica retributiva nel settore pubblico è risultata più sostenuta».
Per quanto riguarda i consumi delle famiglie italiane Fazio ha dato conto nella sue considerazioni finali di un aumento dell’uno per cento nel 2004. Un dato positivo visto che l’aumento medio degli ultimi dieci anni è stato dello 0,9 per cento. E che gli indici sulla fiducia sono ancora in calo. Nel dettaglio - si legge nella relazione - tra i principali comparti che hanno contribuito a quest’aumento c’è quello degli autoveicoli. Nei consumi degli italiani i mezzi di trasporto sono tornati ai livelli degli inizi degli anni Novanta con una crescita della spesa del 6,2 per cento contro il meno 3,2 del 2003. In crescita anche i beni ad elevato contenuto tecnologico come computer, telefonini e apparecchi fotografici la cui spesa è cresciuta del 3,4 per cento. Peccato, si osserva nella relazione, che questi siano settori nei quali l’offerta di produttori nazionali è bassa.
L’Italia si può però rifare con i servizi. La spesa degli italiani per le comunicazioni, ad esempio, è cresciuta del 19,1 per cento e quella per servizi ricreativi e culturali del 7,6 per cento.