Le rockstar passano. Ma le loro canzoni spesso rinascono. Ogni brano pop ha la propria età e spesso la dimostra tutta, ma ora le serie tv sono la chirurgia estetica di tanta musica partita inesorabilmente sulla via della dimenticanza.
È un fenomeno che si chiama "effetto sync", una formula applicata in tanti contesti diversi ma che, in campo musical-televisivo, consiste sostanzialmente nella concessione dei diritti d'uso di un brano in cambio di compenso o diritti d'autore a seguito della sincronizzazione della musica con le scene. C'è sempre stato, ma ora, per mutuare un'espressione social, è diventato virale, trasformandosi in una colossale fonte di guadagno e popolarità per gli artisti. Qualche cifra. Dopo il finale di Stranger Things a Capodanno, i due brani di Prince inclusi nella colonna sonora, cioè Purple Rain e When Doves Cry, sono cresciuti su Spotify rispettivamente del 243% e del 200%. Ma non c'è solo questo. A colpire è soprattutto che Purple Rain, pubblicato nel 1984, è cresciuta del 577% tra gli ascoltatori della Gen Z e When Doves Cry del 128%. Insomma, le serie tv fanno né più né meno di quanto hanno fatto film generazionali come Grease a fine anni '70 con il rock'n'roll, facendo cioè scoprire a un pubblico soprattutto giovanissimo un repertorio che non conosce.
La differenza è che adesso l'orizzonte è larghissimo e quindi smisurato. Non solo un genere musicale o un singolo brano. Ma intere fasi musicali, mescolate come è tipico di un ascolto ormai sganciato da barriere di genere o di fasi storiche. Per capirci, dopo essere stato inserito nelle stagioni di Peaky Blinders, anche ben dopo la fine della serie il brano Red Right Hand di Nick Cave & The Bad Seeds in questi giorni ha superato i 129,5 milioni di ascolti e produce circa 46mila nuovi ascolti ogni giorno solo su Spotify trasformandosi nel terzo brano più popolare su Spotify (occhio, non più bello) di questo oscuro e magnetico cantautore australiano.
Insomma, la sincronizzazione di musica e serie tv è una nuova, gigantesca frontiera di fatturato e popolarità. Tanto per fare qualche esempio, dopo essere stata inclusa nella quarta stagione di Stranger Things del 2022, Running up that hill di Kate Bush a fine 2025 aveva superato 1,5 miliardi di streaming, roba che capita soltanto a pochi. Comunque un effetto simile, ma mitigato dalla minore presenza dello streaming al momento della pubblicazione, è capitato anche a Teardrop dei Massive Attack (inclusa in Dr House), Should I stay or should I go dei Clash (sempre in Stranger Things) e Chasy cars di Snow Patrol (da Grey's Anatomy). A suo modo, si parla dell'alba delle nuove serie tv, anche Who are you degli Who registrò una rinascita dopo esser diventata la sigla di Csi. Senza pensare ai giganteschi riflessi di streaming che hanno avuto i biopic come quelli sui Queen o su Elton John. Ma non è soltanto un fenomeno che riguarda brani o artisti stranieri. Ad esempio Senza un perché di Nada ha avuto una impennata grazie a The Young Pope e pure il repertorio degli 883 ha avuto un significativo "boost" dopo l'uscita della serie Hanno ucciso l'uomo ragno, guadagnando in breve un disco di platino per Sei un mito (uscito nel 1993) e il disco d'oro per Ti sento vivere (1995) e Bella vera (2001).
In pratica, il pop anni '70, '80, '90 rivive per i Millennial o la Generazione X ma addirittura rinasce per essere scoperto dalla Gen Z. Con una imponente ricaduta economica, e ci mancherebbe. Ma, soprattutto, con il risultato di togliere la polvere a musica che non ha età.