Stranieri, corteo flop: scioperano solo studenti e no global

«Hanno tutti paura di perdere il lavoro, ecco perché non sono venuti». Alla giornata nazionale dello sciopero degli immigrati, gli stranieri sono pochissimi. Il dieci per cento, non di più. Una manciata nel corteo della mattina che parte alle 10 da Palazzo Marino dietro bandiere gialle e striscioni contro il razzismo. Gli altri manifestanti sono tutti studenti, militanti della sinistra, o rappresentanti delle sigle sindacali che hanno aderito. L’unico ad aver appoggiato l’iniziativa è stato l’Sdl. E nella piazza, prima ancora che cominci la marcia, è come se si respirasse già l’aria di una sconfitta e di una manifestazione flop. I pochi stranieri che hanno deciso di partecipare, sono quasi tutti disoccupati che non hanno nulla da perdere. E nessun timore delle eventuali ritorsioni che l’astensione dall’impiego potrebbe comportare. «Mi aspettavo tanto - dice un signore eritreo accanto agli striscioni che reclamano la parità di diritti con gli italiani -. Ma siccome i sindacati non li hanno mai tutelati, questo è il risultato. Se non hanno protezione, gli immigrati vanno a lavorare». Raccontano dietro gli striscioni che all’ospedale Niguarda sono stati gli stessi extracomunitari ad avvertire i connazionali di assumersi responsabilità e conseguenze di incrociare le braccia per una giornata. Maira, messicana fa la baby-sitter e la famiglia italiana dove presta servizio è stata molto comprensiva quando ha comunicato che ieri non ci sarebbe stata. «Mi potevano anche dire, se scioperi non torni più. E io lo avrei fatto lo stesso, per una questione di coerenza - giura la ragazza -. Ma tutte le altre badanti non sono potute venire. Stanno zitte e basta». Alle 17.30 c’è un secondo corteo, tra italiani, no global e simpatizzanti della sinistra saranno 5mila, non di più. Stranieri compresi. Mentre in via dei Transiti, un gruppetto dei centri sociali fa una «via crucis» in via Padova e nel resto del quartiere.
Anche le sigle sindacali esprimono le loro perplessità su una giornata come quella di ieri. «Se decidiamo di fare uno sciopero, facciamolo tutti - spiega Walter Galbusera, segretario generale della Uil Lombardia -. La scarsa presenza degli immigrati è la conferma che un approccio che separa stranieri da italiani è destinato a fallire. Non possiamo chiedere alla gente di fare gli eroi, quando non siamo in grado di difenderli». E mentre la città è stata costretta a subire ritardi e rallentamenti del traffico perché sfilassero tutti i cortei previsti per la giornata di ieri, il capodelegazione della Lega in Regione incalza. «Curioso come a una manifestazione organizzata per radunare i lavoratori stranieri, si sia registrata la presenza massiccia di associazioni e movimenti studenteschi legati alla sinistra - dice Davide Boni -. Il clima politico in cui si è svolto il corteo, decreta il fallimento di un’iniziativa demagogica e strumentale». Stamani, a Sesto San Giovanni ci sarà la contro-manifestazione per difendere i diritti dei lavoratori italiani. «Ci sarò - conclude Boni -, insieme all’onorevole Borghezio».