Se limportante è stupire, allora non manca nulla. Mettetela come volete, ma qui si sono rotti gli argini e più strano è, meglio è. Un duetto? Sì ma deve essere pazzesco. Una collaborazione? Daccordo, basta che sia totalmente imprevedibile. Insomma, cè da capirli: dopo decenni di spremitura, lispirazione scarseggia e alle popstar (o rockstar, tanto che differenza cè) vengono le voglie. Ad esempio Lou Reed. Ben avviato sulla strada di Bob Dylan, meno vagabondo ma ugualmente rauco e soprattutto quasi coetaneo, ha deciso di registrare il prossimo disco con i Metallica. Lavessero detto trentanni fa, partivano le pernacchie: ma come, i metallari thrash con quel para intellettuale rattrappito. Invece ora, applausoni. Anzi, lui, che è effettivamente un tipo senza mezze misure, ha persino detto che lalbum, di cui ha scritto musica e testi, è semplicemente «il migliore disco mai realizzato da chiunque». Capito bene: chiunque. «Sapevo dal primo giorno che, prima o poi, avremmo suonato insieme, io e loro», ha confermato Lou Reed. Aggiungendo: «È stato un matrimonio in Paradiso. Quando ho ascoltato questa musica, ho pensato: Mio Dio, è perfezione quella che ho davanti agli occhi?». Un tantino esagerato, ma questo è luomo. Secondo Rolling Stone, edizione americana, lalbum, ancora senza titolo, sarebbe un incrocio tra Berlin e Master of Puppets, ossia i capolavori dei due padroni di casa. Hanno già finito di inciderlo negli studi di registrazione dei Metallica a San Francisco e uscirà a occhio e croce sotto Natale, giusto per fare il pieno in classifica. Invece quasi en passant, per lo meno qui da noi, un paio di settimane fa è piombato sul mercato il disco Dream with me, cantato da una biondina Jackie Evancho che lì per lì non direbbe nulla non fosse che ha vinto Americas got talent e ha undici anni. Daccordo, direte, è il solito bambino prodigio. Ennò, tra le canzoni cè un duetto con Barbra Streisand, che non è una Susan Boyle qualsiasi (che pure lei è presente in scaletta) ma probabilmente con Aretha Franklin e Mina la più eclettica e completa cantante in giro. Tra la Streisand, coetanea di Lou Reed e la biondina minorenne, classe Duemila, ci sono cinquantotto anni di differenza ma nella nuova versione di Somewhere si notano il meno possibile. Sarà così, volendo, anche tra i giovani maestri della German Neue Philharmonic che il 18 luglio saranno sul palco dellArena di Verona dietro ai Deep Purple. Per carità, non è proprio una novità visto che nientemeno 42 anni fa i Deep Purple hanno già registrato un album con unorchestra, ma è roba di unaltra epoca. E dentro allArena, con gli echi giusti e le luci della sera che filtrano tra le mura, leffetto sarà del tutto inedito se non altro perché di quel gruppo sono rimasti in tre: Ian Gillan, che ormai è più magro di unetoile, Roger Glover e Ian Paice, che invece pesta ancora duro sulla batteria nemmeno fosse un minatore. Si sa, con letà non aiuta perdere le vecchie abitudini. Vedi, a furia di fare il pirata nei Caraibi, ora Keith Richards si ritrova a scrivere canzoni con Johnny Depp, uno che il rock gli piace duro, visto che ne farà altre con Steven Tyler degli Aerosmith e laltra settimana è salito sul palco del 100 Club di Londra - un arrembaggio stile Jack Sparrow - per cantare tre brani con Alice Cooper, esaltandosi specialmente per Another brick in the wall dei Pink Floyd.
Insomma, gira e rigira, non ci sono più limiti, vada come vada e pazienza se si rovista in fondo al barile, mescolando, senza capirne più i confini, quella voglia di crescere infinita e quel coraggio di rischiare spesso già finito, purtroppo.Dalla Streisand a Lou Reed Il pop di mezzetà ha voglia di «farlo strano»
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.