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Sulle orme di Magellano per ispirare il Luxury Tech

Filippo Ricci, il direttore creativo: "I viaggi sono un'ispirazione anche per i colori"

Sulle orme di Magellano per ispirare il Luxury Tech
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"Lo stile è il movimento dell'anima" diceva lo storico francese Jean Michelet. Lo pensa anche Stefano Ricci, fondatore con la moglie Claudia del marchio di moda e lifestyle maschile più lussuoso al mondo oltre che padre dei due giovani manager (Niccolò e Filippo, rispettivamente ceo e direttore creativo) che oggi guidano questo gruppo fiorentino votato all'eccellenza co un fatturato annuo di 230 milioni. "Per noi il movimento è da sempre fondamentale" sostiene Filippo approvando di fatto il tema Motion - dell'edizione numero 109 di Pitti Immagine Uomo. "Quando eravamo piccoli il babbo ci portava in giro per il mondo e all'arrivo nei posti più selvaggi tipo le foreste del Canada o la giungla della Tanzania diceva: Ecco, qui ora si disegna la collezione".

Nasce così l'idea del Progetto Explorer giunto ormai all'ottava missione in luoghi come le Galapagos, l'Islanda, il Perù e la Patagonia dove i due fratelli hanno appena fatto fotografare la collezione del prossimo inverno da Andy Mann, uno dei più bravi reporter del National Geografic. Muovendosi sulle orme di Marco Polo, Magellano, Shackleton e Bruce Chatwin Filippo e Niccolò hanno anche trovato fibre straordinarie con cui rendere ancor più preziosa la moda del brand oltre a sperimentare materiali e soluzioni innovative per un abbigliamento con cui si possono affrontare senza problemi situazioni climatiche e ambientali estreme.

"Chiamiamo questa parte della nostra ricerca Luxury Tech" spiega il direttore creativo raccontando di lane tecniche antivento, antigelo e idrorepellenti con cui puoi banalmente fare sport all'aria aperta se non te la senti di arrampicarti su un ghiacciaio sulle orme dell'orso polare. Certo da Stefano Ricci il blouson sportivo che fuori è in nylon all'interno ha la fodera in cashmere e seta. Ce n'è anche uno in visone rasato a spina di pesce per non parlare dei completi sartoriali da 15 mila euro.

"I viaggi sono una continua fonte d'ispirazione anche per i colori" prosegue Filippo Ricci mostrando un giaccone in shearling sui toni del guanaco, una sfumatura di verde tipica della Pampa e quel punto di giallo che hanno i fiori della Patagonia in primavera.

"Qui- racconta - abbiamo chiuso il cerchio aperto sulle fibre nobili in Mongolia dove siamo riusciti a procurarci il cashmere Alpha Yarn che è il più sottile al mondo. Invece in Patagonia abbiamo trovato la Vicuña Alfa Yarn, un filato d'inimmaginabile finezza, morbidezza e preziosità". Stiamo parlando di una fibra che ha un diametro di 13,5 micron, 6,5 meno del capello di un neonato e che costa come minimo 400 dollari al chilo di grezzo contro i 40 del cashmere.

Perfino le sneaker sono speciali, realizzate con la stampante 3D Ottaing che imprime dei micro ottagoni perforati nella suola. E nella nuova collezione Equestrian per gli appassionati di equitazione c'è una parte importante in full cocco, il più bello del mondo.

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