Dalla Svezia arriva a Ostia la «macchina tappabuche»

Si chiama «Road Patcher» e promette di rivoluzionare il sistema della manutenzione stradale. La macchina, di produzione svedese, è stata presentata ieri mattina a Ostia alla presenza del presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani, dell’assessore comunale ai lavori pubblici Amerigo Olive e del presidente della commissione lavori pubblici, Pierfrancesco Marchesi. La Sr800/1501, della ditta Schmidt fa già scalpore. Una delle prerogative di questa macchina è proprio quella di intervenire (e in tempi brevi) dove il manto stradale è dissestato, dove insomma, ci sono buche provocate dal maltempo e dal logorio del tempo e inoltre è operativa anche in caso di pioggia.
«Abbiamo assistito a una grande novità - afferma il presidente Vizzani - ma soprattutto, se le aspettative saranno confermate dai risultati, abbiamo assistito a una dimostrazione pratica di come si può risparmiare tempo e soprattutto denaro pubblico. Questa macchina, infatti, opera con un solo uomo ed è in grado di chiudere le buche in breve tempo e con minor spesa rispetto al tradizionale lavoro attualmente svolto, a fronte ad esempio delle centinaia di migliaia di euro che abbiamo speso finora per riparare l’asfalto». «Una macchina, questa Road patcher - conclude il presidente Vizzani - che lavora in massima sicurezza e all’insegna della più alta tecnologia». Dello stesso avviso l’assessore Amerigo Olive. «È chiaro che adesso dobbiamo attendere i risultati e analizzare i costi. Una cosa è certa la Road patcher consente di intervenire a lungo termine e non più con quegli interventi di asfaltatura a freddo che non garantivano una lunga durata». «Tutto questo - conclude Olive - con grande vantaggio anche per quanto riguarda la viabilità delle zone interessate agli interventi». Per il presidente della commissione lavori pubblici, Pierfrancesco Marchesi «siamo davanti ad un mezzo che può lavorare 24 ore su 24, avendo la capacità di caricare materiale (graniglia e bitume) pari a sei metri cubi. E inoltre - conclude Marchesi - si può intervenire di notte e quindi in assenza di traffico con grande vantaggio per la viabilità».
L’aspetto tecnico. Una volta individuata la buca, la macchina interviene con una prima fase di pulizia della stessa, liberandola da detriti o acqua. Si provvede inoltre a gettare bitume e quindi a riempire con una miscela di graniglia e basalto, particolarmente resistente al tempo. Una volta chiusa la buca si passa al livellamento dello spazio e grazie alla veloce capacità di assorbimento, l’utilizzo della strada dove si è operato, è immediato. Tra le caratteristiche della Road patcher, e a proposito di sicurezza, da notare che sulla parte posteriore del mezzo è stato appuntato un rullo a scorrimento, sul quale di volta in volta, si alternano segnali stradali che informano gli automobilisti sulle fasi di intervento in atto.

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