«Svolta che supera le vecchie e inutili divisioni politiche»

RomaMarco Colombo, presidente dei giovani di Confartigianato, ci crede. Le associazioni giovanili, non aderiscono direttamente a Rete Imprese Italia, ma l’idea di avere uno strumento più efficace convince il 39enne di Lecco, socio dell’azienda di famiglia, Editoria Grafica Colombo, che guiderà i giovani artigiani fino al 2012.
In primo luogo perché la Rete risponde a una situazione di fatto: artigiani e commercianti spesso vanno ai tavoli del governo per dire la stessa cosa. E per questo perdono di peso specifico. «Il dialogo con la politica è sempre più difficile. Per questo è meglio difendere gli interessi delle imprese con una sola voce. Fino ad oggi ci siamo presentati in cinque per difendere gli stessi interessi».
Per questo Rete imprese Italia «ci rende più forti nel dialogo e anche nella rappresentanza degli interessi». Il pensiero va subito ai sindacati. A una controparte forte di confederazioni che sono veri e propri colossi. Ma la vera competizione è quella con Confindustria. Né Colombo, né gli altri leader delle confederazioni delle Pmi che sono intervenuti ieri all’Auditorium Parco della Musica hanno voluto polemizzare direttamente con viale dell’Astronomia.
«Certo, tra gli interlocutori c’è anche Confindustria», spiega Colombo, «però - precisa - Rete Imprese Italia non nasce contro nessuno. Nemmeno per contrastare Confindustria».
Le divisioni tra le associazioni erano di natura politica, repliche di quelle dei grandi sindacati. E proprio per questo sono considerate superate dai giovani. «Noi queste divisioni ce le eravamo già dimenticate da tempo. Come giovani già ci coordiniamo con quelli delle altre associazioni compresa Confagricoltura e Confindustria. Un tempo le differenze di impostazione pesavano soprattutto tra noi e la Cna, ma ora non esistono più. Più facile - ammette - che ci siano differenze con i giovani di Confindustria, che rappresentano interessi diversi e non sempre compatibili con i nostri».
I giovani di Confartigianato non aderiscono a Rete Imprese Italia direttamente proprio perché già esiste un coordinamento, allargato ai confindustriali e agli agricoltori junior. E anche perché alcune delle confederazioni che aderiscono alla Rete non hanno una propria associazione giovanile. In un certo senso hanno anticipato i tempi perché hanno sentito prima dei senior l’esigenza di parlare a una sola voce. Quello che non cambia sono le esigenze e le priorità dei giovani imprenditori. «Sicuramente l’accesso al credito», è un problema che pesa su chi inizia: «È il primo ostacolo per una start up. Ma poi - ammette Colombo - le priorità sono le stesse di tutte le altre imprese: Fisco e burocrazia».

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