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La svolta di Maccio Capatonda: "Io più serio nel film Smart Working"

Il comico è stato diretto da Svevo Moltrasio: "Da quando sono famoso, c'è qualcosa che mi limita"

La svolta di Maccio Capatonda: "Io più serio nel film Smart Working"
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Che succede quando il "lavoro agile" ti prende la mano? Parte da questa divertente idea, Smart Working, il nuovo film di Svevo Moltrasio che l'ha scritto, diretto, montato e... interpretato. Il regista, che nel 2023 ha esordito con Gli ospiti, film autoprodotto, dopo milioni di visualizzazioni della web serie autobiografica Ritals di dieci anni fa sulla vita degli italiani a Parigi, esce in sala il 4 giugno con Vision Distribution e una compagine produttiva di primo livello con Ideacinema, Italian International film e Vision Distribution, in collaborazione con Rai Cinema e con Sky.

"È il mio esordio nel cinema mainstream, la concretizzazione per me di un'aspirazione decennale" dice Moltrasio che, ben prima che si parlasse dei finanziamenti allegri del Tax Credit al cinema, aveva realizzato dei video, diventati virali su YouTube, in cui denunciava le derive dei modi di produzione del cinema italiano.

Per raccontare la storia di Giuliano, che scopre il paradiso dopo che l'azienda per cui lavora ha adottato lo smart working, il regista ha avuto la possibilità di coinvolgere Maccio Capatonda in un ruolo per lui diverso, non d'immediata lettura comica o grottesca: "Mi piace lanciarmi in nuove sfide, interpretare nuovi ruoli dice l'attore come questo così diverso dalle mie corde, ho svestito i panni del comico per calarmi nei panni di un uomo pacato dove forse la pacatezza è il suo limite".

Infatti Giuliano, che ha una moglie (Sara Lazzaro) incinta del secondo figlio, in attesa di trovar una casa più grande dove andare a vivere, a un certo punto, senza battere ciglio, inizia ospitare i suoi colleghi e a lavorare in una casa che diventa prigione perché l'azienda li minaccia di farli tornare in ufficio visto che rendono pochissimo. Tra questi troviamo il menefreghista Stefano (interpretato dallo stesso regista) e Gianni, un office manager ultrasettantenne in pensione da anni, a cui presta il volto e l'inedita parlantina il grande Maurizio Nichetti: "Mi piace prendere personaggi conosciuti e farli fare l'opposto di quello per cui lo sono, un po' come Maccio", dice il regista. Gli fa eco Capatonda, al secolo Marcello Macchia: "Ultimamente sono in un range emotivo un po' compresso, come il mio personaggio. Da quando sono diventato famoso c'è qualcosa che mi limita, trattengo un po' troppe cose mentre è giusto sfogarsi ogni tanto. Poi mi sono anche detto: però che bella questa dolcezza e il rapporto con mia moglie. Ho pensato di mettere pure su famiglia ma alla fine mi sono detto: meglio di no".

Maccio Capatonda, che a fine ottobre inizierà, da Viterbo, un tour teatrale corale quindi niente stand-up comedy e niente one man show ci dice pure che cosa e chi lo fa ancora ridere: "Giorgio Montanini, Nino Frassica, Valerio Lundini, i casi umani di TikTok, i commenti sotto i miei video di fan molto più divertenti di me, i servizi tv sui pavoni che

sembrano copiati dai miei, Ricky Gervais, e poi...". E poi? "I politici fanno riderissimo, Trump in primis, peccato che non faccia il comico, è sprecato in quello che fa. Ma l'unica cosa che non mi fa ridere è la guerra".

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