Taxi romani nel mirino delle associazioni dei consumatori: costano troppo

Sotto accusa anche lo scarso servizio, le truffe ai turisti stranieri e il numero delle auto che di notte e nelle periferie diventa minimo

Sui taxi romani le associazioni dei consumatori non mollano la presa e scrivono al Comune. In sostanza il problema è sempre lo stesso: il servizio costa troppo (è il più alto d'Europa e spesso non viene accesa l'aria condizionata per risparmiare) e il numero delle auto è insufficiente a soddisfare l'utenza capitolina. In questo ambito non cessano neanche le truffe ai danni dei turisti stranieri. Un quadro sconfortante. La missiva firmata da Codici, Altroconsumo, Aduc, Diritti Pedoni-Adp, Agaie, Casa del Consumatore, Cittadinanza attiva, Coniaut, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Primo Consumo, Unus, è stata inviata al Comune di Roma e all'Agenzia del controllo della qualità dei servizi pubblici, in previsione dell'incontro con la categoria dei tassisti.
A proposito delle tariffe le associazioni si dicono contrarie a quella unica in quanto «rende più oneroso il costo del servizio, proponendo l'adozione di un sistema informativo per gli utenti, evitando così la confusione tra taxi del Comune di Roma e quelli di Fiumicino». Si chiede inoltre la cancellazione del supplemento di 2 euro valido per le corse in partenza della stazione Termini e del costo del «disservizio» di chiamata.
Per «l'insufficienza» del numero di taxi suggeriscono che l'attività venga organizzata (ma anche monitorata) in modo da garantire la presenza dei taxi non solamente nel centro storico ma anche nelle periferie. Infine in merito al regolamento e al codice di comportamento le associazioni propongono l'adozione di un nuovo modello di carta dei servizi che sostituisca quello attuale «inadeguato» e il rinnovo della commissione consultiva.

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