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Morto Carlo Cecchi, una vita fra teatro e cinema

Era tra i protagonisti più autorevoli del panorama culturale italiano. Nel 2007 gli è stato assegnato il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano

Morto Carlo Cecchi, una vita fra teatro e cinema
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Si è spento Carlo Cecchi, attore e regista tra i più autorevoli del panorama culturale italiano. Nato a Firenze il 25 gennaio 1939, avrebbe compiuto 87 anni tra pochi giorni. Con la sua scomparsa, il teatro italiano perde una delle sue voci più rigorose, libere e riconoscibili.

Il legame con il palcoscenico

Formatosi all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, Cecchi ha costruito una carriera profondamente legata al teatro, che ha sempre considerato il centro del proprio lavoro artistico. Tra le interpretazioni più memorabili spicca Finale di partita di Samuel Beckett, spettacolo che ha segnato in modo indelebile il suo percorso.

Il cinema scelto con rigore

Accanto al palcoscenico, Cecchi ha frequentato il cinema con grande selettività, lavorando quasi esclusivamente con registi d’autore. Indimenticabile la sua interpretazione di Renato Caccioppoli in Morte di un matematico napoletano di Mario Martone, ruolo che gli ha regalato un posto centrale anche nel cinema italiano degli anni Novanta.

Le collaborazioni con i grandi registi

Nel corso della carriera ha lavorato con alcuni dei nomi più importanti del cinema italiano e internazionale, Cristina Comencini, Bernardo Bertolucci, Ferzan Özpetek, Pupi Avati e Valeria Golino. In Miele (2013) ha interpretato un anziano professore alle prese con una scelta estrema, in una delle sue prove più misurate e intense.

Gli ultimi anni a teatro

Negli ultimi anni era tornato con forza al palcoscenico, portando in scena La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth, con adattamento e regia di Andrée Ruth Shammah. Uno spettacolo profondo e struggente, che ha confermato la sua straordinaria capacità interpretativa.

I premi e i riconoscimenti

Nel 2007 gli è stato assegnato il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano, a riconoscimento di una carriera costruita con coerenza e rigore. Nel corso degli anni ha ricevuto anche un David Speciale e diverse candidature ai David di Donatello.

L’eredità artistica

Carlo Cecchi lascia un’eredità fatta

di scelte radicali, amore per i testi e rispetto assoluto per il pubblico. Un interprete che ha attraversato decenni di teatro e cinema senza mai rinunciare alla propria idea di verità e bellezza scenica.

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