Perché gli occhiali di Facebook preoccupano già

Fotocamere negli occhiali: a riprovarci dopo l'esperienza dei Google Glass è Facebook, ma quanto sono sicuri dal punto di vista della privacy?

Perché gli occhiali di Facebook preoccupano già

Fotocamere sui propri occhiali? Non è la prima volta che arriva una notizia del genere. In molti ricorderanno l'esperimento, a conti fatti di scarso successo, rappresentato dagli smart glasses di Big G (ribattezzati Google Glass). Ora a provarci è Facebook, in partnership con Ray-Ban. Quest'ultima però ne curerà solamente l'aspetto estetico, mentre l'intero software sarà gestito dal colosso dei social network.

Questi smart glasses si chiamano Ray-Ban Stories e permettono di scattare foto e registrare video semplicemente con un comando vocale, riducendo così il rischio di immagini mosse o poco nitide. Anche senza pulsante quindi, che rimarrà comunque presente e funzionante.

La qualità degli scatti e delle riprese non è eccelsa se confrontata ad esempio a quella offerta di uno smartphone di alta fascia, disponendo gli occhiali intelligenti targati Facebook di una fotocamera da "appena" 5 megapixel. Ultima nota, non è prevista la realtà aumentata. Il loro costo? Circa 299 dollari, 329 euro in Italia.

Privacy, si può stare tranquilli?

Facebook ha tenuto a rassicurare tutti in merito alla tutela della privacy. L'azienda sostiene che foto e video sono cifrati e non verranno utilizzati per pubblicità personalizzate. Inoltre, è sempre possibile disattivare fotocamere e microfono, così come l'assistente vocale.

A preoccupare il Garante della Privacy italiano, che ha contattato il suo omologo irlandese - dove risiedono gli uffici europei di Facebook - il fatto che informazioni dettagliate sugli acquisti fatti, i percorsi seguiti a piedi o in auto potrebbero essere riprese e ascoltate attraverso i Ray-Ban Stories. A pochi giorni dalla commercializzazione, prevista a partire dal 15 settembre, a tenere banco è ancora la richiesta fatta dal Garante della Privacy in merito ad alcuni aspetti della questione:

  • Qual è la base giuridica a cui Facebook si atterrà?
  • Quali sistemi verranno adottati per anonimizzare i dati raccolti?
  • Come verranno trattate le riprese e gli scatti ritraenti passanti, in particolar modo i bambini e i minori?
  • Che tipo di assistente vocale sarà disponibile per i Ray-Ban Stories?

Qualche dubbio in merito alle ripercussioni sul fronte privacy lo riservano anche alcune raccomandazioni rilasciate da Facebook in un sito dedicato. Un led di segnalazione dovrebbe consentire, se non manomesso od oscurato in qualche modo, di mostrare a eventuali persone presenti che è in uso la fotocamera. Inoltre gli utilizzatori vengono invitati a non utilizzare la fotocamera all'interno degli studi medici, nei bagni pubblici, nei camerini dei negozi e in chiesa.

Particolarmente preoccupanti le ultime avvertenze, con Facebook che invita gli utilizzatori a non utilizzarli per molestare qualcuno, violare i copyright o infine per spiare i pin code (ad esempio quelli dei bancomat). È davvero possibile utilizzare dispositivi simili senza timori?

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