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Tel Aviv, Sala insiste e i suoi lo silurano

Rilancia post del sindaco Huldai per la Flotilla. Avs lo critica, il Pd: "Please, basta"

Tel Aviv, Sala insiste e i suoi lo silurano
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Il consigliere Pd Michele Albiani sui social gli scrive: "Please, Beppe Sala, almeno non ne parlare più". Sembra una polemica destinata a non finire mai quella sul gemellaggio con Tel Aviv. Il centrosinistra è tornato a spaccarsi lunedì sull'ordine del giorno presentato dai Verdi, nonostante gli appelli a fermarsi arrivati dal sindaco e dagli altri partiti della coalizione al vertice di maggioranza venerdì scorso. L'odg non è passato (come voleva Sala) ma all'indomani ha aperto una mezza crisi con il Pd dichiarando che "qualcosa si è rotto, dalla capogruppo dem ho sentito parole improprie e toni di sfiducia verso il mio operato". I segretari locali si sono affrettati a gettare acqua sul fuoco con comunicato al miele e un incontro chiarificatore nella stessa serata, ma è una tregua armata. Nel frattempo, sui social è scattato il tiro al bersaglio nei confronti delle consigliere Pd che hanno votato per mantenere il gemellaggio. Una situazione che suggerirebbe di far calare un bel silenzio su temi di politica estera divisivi ("non siamo al Palazzo dell'Onu, concentriamoci sui temi che riguardano la città" ha richiamato il coordinatore di Italia Viva Milano Ivan Scalfarotto nei giorni scorsi). E invece ieri Sala è tornato a difendere la propria posizione, e il braccio di ferro è ricominciato da capo. Ha rilanciato sui social un post del sindaco di Tel Aviv Ron Huldai che condanna il comportamento del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir nei confronti degli attivisti della Flotilla. "Ancora una volta - scrive Huldai - mi vergogno che il ministro Ben-Gvir, il cui dovere è proteggerci, ci stia causando danni così immensi con il suo comportamento vergognoso, crudele e insensato". Sala aggiunge a commento: "Chi conosce un minimo Israele sa che le prossime elezioni sono contendibili, la vittoria di quel criminale di Netanyahu non è scontata. E quindi, a mio modesto giudizio, se facciamo di tutte le erbe un fascio commettiamo un grave errore". E incassa nuove polemiche dai Verdi. La coportavoce Francesca Cucchiara ribatte: "Sinceramente, mi sembra un po' spiacevole aggrapparsi al commento del sindaco Huldai per giustificare (indirettamente) la necessità di mantenere il gemellaggio. Le critiche a Ben-Gvir sono arrivate perfino da Netanyahu. E se è stato possibile condannare apertamente un ministro israeliano per il trattamento riservato ad attivisti occidentali, non si capisce perché l'amministrazione di Tel Aviv non sia riuscita a esprimere analoghe parole di condanna verso il governo Israeliano per i 70mila palestinesi che ha trucidato. Evidenziare questa contraddizione non significa affatto fare di tutta l'erba un fascio, ma anzi entrare nel merito della questione e riconoscere che non può bastarci l'opposizione ai soprusi dell'Idf quando questi toccano persone bianche e occidentali se poi per i palestinesi rimane il silenzio...". Il Pd Albiani aggiunge: "Grazie al c. che Huldai prende le distanze, quelli malmentati e umiliati non erano palestinesi. E a quanto vedo dal suo account, si conferma che non ha mai parlato di nessuna violenza verso gazawi. Facile ora che pure Bibi ha scaricato il ministro". Intanto, ieri in Consiglio è mancato il numero legale. I capigruppo del centrodestra Truppo (FdI), Verri (Lega), Bernardo (Fi) e Padalino (Nm) attaccano: "Dalla sinistra lezioni di incuria politica.

Consiglio paralizzato mentre la città aspetta risposte. Superato l'argomento del mese, ossia il gemellaggio con Tel Aviv, si torna nel torpore generale, come se gli interessi della città non fossero di loro competenza".

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