Dopo 34 vittorie consecutive nei Masters 1000 (record assoluto), che gli hanno fruttato la vittoria di sei tornei tra i più prestigiosi al mondo, uno dopo l'altro, Jannik Sinner si è fermato. A sorpresa è stato eliminato nel secondo turno del Roland Garros. Sulla terra rossa di Parigi è stato sconfitto in cinque set dall'argentino Juan Manuel Cerundolo, numero 56 Atp, che si è imposto in rimonta con il punteggio di 3-6, 2-6, 7-5, 6-1, 6-1 dopo 3 ore e 31 minuti di gioco.
La cosa incredibile, per così dire, è che Sinner era a un centimetro dalla vittoria: conduceva due set a zero e, nel terzo, era avanti 5-1. Poi, all'improvviso, è successo qualcosa. Un click e la macchina perfetta e a pieni giri del campione si è spenta. Ha avuto un malore, sicuramente anche per il caldo estremo di questi giorni a Parigi (e iniziare a giocare a mezzogiorno non ha certo aiutato). Da lì in avanti non c'è stato nulla da fare. Sinner ha perso quel set (7-5) e poi gli altri due successivi. Un vero e proprio calvario per l'altoatesino che, stoico, non ha voluto gettare la spugna ma ha continuato a giocare, tenendosi in piedi non si sa come.
Sinner l'imbattibile, che per i continui successi che inanellava quasi aveva stancato, sembrando un robot, si è svegliato dall'incantesimo ed è tornato un essere umano, con i suoi pregi e difetti, le sue forze e le sue fragilità. Ha perso per il troppo caldo e, forse, perché dopo tante battaglie il suo fisico era (è) umanamente un po' stanco, o comunque non al top. E senza troppi clamori il cervello del campione ha detto "basta".
La sconfitta di Sinner lo rende più simpatico, proprio perché più umano, come dicevamo. Ci viene in mente una frase di Forrest Gump, il celebre film interpretato da Tom Hanks.
Dopo aver corso in lungo e in largo attraverso gli Stati Uniti per oltre tre anni, all'improvviso Forrest si ferma e dice: "Sono un po' stanchino, credo che tornerò a casa ora". Nulla di strano, siamo umani. Anche Sinner è umano, oltre che un campione assoluto.